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#Palermo. Crollo del ponte, Renzi: “Il responsabile pagherà”

Il viadotto Scorciavacche a Mezzojuso in provincia di Palermo ha battuto tutti i record. Consegnato con tre mesi di anticipo il 23 dicembre, il ponte è crollato in meno di dieci giorni. La variante Scorciavacche alla strada statale 121 Catanese diventa un caso nazionale.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, dichiara via Twitter “Viadotto Scorciavacche, Palermo. Inaugurato il 23 dic,crolla in 10 giorni. Ho chiesto a Anas nome responsabile. Pagherà tutto #finitalafesta”

“Pronti ad avviare una azione legale nei confronti della Ditta costruttrice e del direttore dei lavori. Tutti gli interventi di ripristino saranno a carico della ditta costruttrice, senza alcun onere per l’Anas” – dichiarano dall’ente gestore.

Nei giorni scorsi la variante di Scorciavacche ha subito un anomalo abbassamento del piano stradale. L’Anas precisa che non ha riguardato il viadotto ma il tratto di rilevato di accesso all’opera.

Ponte crollato Scorcivacche 4-1-2015

Il 30 dicembre gli uomini dell’Anas hanno accertato un avvallamento del piano stradale e quindi chiudere in via cautelativa la strada tra il chilometro 226,040 e il 227,040.

“Nel pomeriggio del 30 dicembre, sulla base degli accertamenti tecnici – spiega il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci – ho immediatamente disposto la chiusura della variante. Ciò ha evitato ogni eventuale rischio per gli utenti.”

L’Anas ha, inoltre, contestato al contraente generale il difetto di esecuzione. E disposto l’immediata installazione di un sistema di monitoraggio lungo il tratto della variante Scorciavacche. Ha ordinato il ripristino del piano viabile, ma non del viadotto, nel più breve tempo possibile. E ha aperto inchieste interne per accertare le eventuali responsabilità della Ditta costruttrice e del Direttore dei Lavori.

Tutti gli interventi di ripristino sono a carico della ditta costruttrice, senza alcun onere per l’Anas” – ribadisce l’ente.

Armando Montalto

Tra la metà dei Novanta e i primi Duemila ha cambiato città, paese e occupazione con la rapidità di un colibrì. Insomma, questo quarantenne messinese, dopo aver fatto consegne a Canal Street, parlato in nome della UE, letto Saramago, tirato sassi sul Canal Saint Martin e bevuto fiumi di birra ha deciso. Tornare a casa, mettere su famiglia e la testa a posto. Oggi si divide tra libri, mare e famiglia. Intanto, prova a scrivere e a raccontare Messina.