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#Palermo. Al Teatro Franco Zappalà va in scena Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti

l'elisir d'amore

Nuovo appuntamento con l’opera lirica al Teatro Franco Zappalà, in via Autonomia Siciliana 123 a Palermo. Mercoledì 30 settembre alle ore 21 e 30 andrà in scena la prima di Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti. Mentre, le quattro repliche saranno giovedì 1 ottobre alle 18 e 30, il giorno dopo, 2 ottobre, alle 18, il 3 ottobre alle 17 e 30 e domencia 4 ottobre alle 18 e 30.

L’Elisir d’Amore è un melodramma giocoso in due atti, musicato da Donizetti nella primavera del 1832 in pochissimo tempo, è stato rappresentato, infatti, per la prima volta a Milano, al Teatro alla Canobbiana, il 12 maggio dello stesso anno.

Ciò che colpì ascoltatori e critici e ancora colpisce è la sapiente miscela tra buffo e lirico, tra il divertimento e il sentimento: Nemorino, interpretato da Filippo Pina Castiglioni, il contadino credulone innamorato di Adina, interpretata da Francesca Maria Mazzara, non è solo un ingenuo sempliciotto che crede nel potere degli elisir d’amore: è un uomo che esprime il suo amore con un’aria toccante e tutt’altro che buffa come Una furtiva lagrima, e anche Adina non è solo la solita donnina capricciosa da opera buffa. La vicenda è ambientata in un villaggio dei paesi baschi.

Dopo la mietitura, Nemorino, contadino timido e impacciato, ammira da lontano la ricca e capricciosa Adina e non osa dichiararle il suo amore.

Quando il sergente Belcore, il baritono Cosimo Diano, comincia a rivolgere a Adina con un certo successo le sue attenzioni, finalmente trova il coraggio di farlo, ma ne riceve un rifiuto e il consiglio di recarsi piuttosto al capezzale dello zio malato.

Intanto arriva al

villaggio il ciarlatano Dulcamara, interpretato da Giovanni La Commare, che offre a Nemorino un elisir magico che gli permetterà di conquistare Adina in meno di ventiquattr’ore, in realtà un fiasco di vino rosso. Nemorino, più sicuro di sé, innervosisce la ragazza, che per puntiglio decide di sposare Belcore.

Ma questi deve partire subito col suo reparto, e le nozze si devono celebrare subito.  Intanto, il vino fa il suo effetto sul giovane, che sembra ancora più allegro e, ancora speranzoso nell’effetto della pozione, le chiede di rinviare le nozze almeno d’un giorno, perché l’elisir possa avere l’effetto desiderato.

Adina intanto non ha più tanta fretta, e Nemorino chiede a Dulcamara una seconda bottiglia di elisir, ma per pagarla si arruola nell’esercito di Belcore. Intanto, tramite la contadina Giannetta, interpretata da Elisabetta Giammanco, si sparge la voce che lo zio del giovanotto è morto lasciandolo erede di una fortuna.

Tutte le ragazze, meno Adina, che ne è all’oscuro, aspirano adesso a farsi sposare da lui, e Nemorino, vedendosi tanto ammirato, attribuisce tutto il merito a Dulcamara e al suo elisir, lusingandosi d’essere corteggiato da tutte le ragazze del paese.

Adina, saputo che si è fatto soldato per lei, comincia ad amarlo, e ricompra dal Sergente l’atto d’arruolamento, che consegna a Nemorino, dichiarando il proprio amore, ma il contadino continua a credere di dovere la sua felicità all’elisir. Belcore  intanto accetta filosoficamente il fatto compiuto, mentre Dulcamara vanta il suo portentoso elisir, responsabile del felice scioglimento della vicenda.

La regia è di Franco Zappalà, che ha pensato a un allestimento tradizionale per questa produzione. Il direttore d’orchestra Michele De Luca guiderà i professori dell’orchestra del Teatro Franco Zappalà. I costumi di Domenica Alaimo, audio di Giovanni Russo e luci di Francesco Di Gesù.