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Palazzolo Acreide, Forum acqua e beni comuni: “Stop alla privatizzazione, democrazia in pericolo”

SICILIA. Il Forum siciliano dei movimenti per l’acqua e i beni comuni dice ancora no alla privatizzazione. Sulla gestione della rete idrica di Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, serve una discussione pubblica a cui possa prendere parte tutta la cittadinanza . Così, sguainando la spada della Democrazia, il Forum si rivolge al Consiglio comunale della cittadina siracusana, al suo sindaco Salvatore Gallo e all’intera cittadinanza per porre una questione di metodo e di sostanza riguardo alle decisioni che il Consiglio comunale si appresta a valutare in merito all’installazione di smart meter e relativa futura gestione dei contatori. “Riteniamo – scrive il Forum – che soprattutto in tempi di coronavirus l’attenzione alla delibera di Giunta numero 68 del 24 aprile scorso sul progetto di finanza per l’installazione di smart meter e relativa gestione post contatori appaia del tutto inopportuna e non urgente senza una discussione approfondita sull’effettiva economicità dell’operazione”. Il Forum sottolinea poi che non ci sarebbe stato alcun bando di gara, ma parrebbe che una società di recente costituzione abbia fatto un’offerta che la Giunta ha sposato e che il Consiglio comunale, si legge ancora “ha il dovere di valutare in tutte le refluenze a carico della collettività”. “Le perplessità sollevate in una lettera aperta dall’ex sindaco Carlo Scibetta – continua il Forum – sono più che condivisibili. Si ricorda al sindaco Gallo e a consiglieri e consigliere di maggioranza e di opposizione che ogni costo legato al servizio idrico è pagato in bolletta dai cittadini e che esternalizzare parte del SII (Sistema informativo integrato) è comunque una forma di privatizzazione”. Il forum richiama poi alla necessità di dare esito alla volontà referendaria e alla legge regionale 19/15, ricordando che “è pendente il commissariamento delle Assemblee territoriali idriche da parte della Regione se non si completa la transizione tra ATO e ATI, se non si stila l’aggiornamento del piano d’Ambito provinciale, peraltro finanziato dalla Regione, e se non si individua un gestore unico di ambito provinciale che non può che essere una azienda speciale consortile. I fondi per la ristrutturazione di reti e impianti ci sono e non è necessario ricorrere a fantasiose esternalizzazioni, ma è urgente completare il percorso amministrativo suddetto affinché non siano i commissari regionali a scegliere la forma di gestione del bene comune primario, esautorando i sindaci e i Consigli comunali delle loro prerogative democratiche”. “Siamo convinti – si legge ancora nel comunicato – che la partecipazione e il controllo democratico sulle materie che riguardano i procedimenti ambientali tra cui l’acqua e i beni comuni siano i più fruttuosi e utili sia all’interesse della collettività che della stessa politica che li rappresenta”. Dal 2006 il Forum si batte in Sicilia e a livello nazionale per l’approvazione di una legge quadro unitaria che ancora manca sulla gestione del servizio idrico integrato, mentre dal 2010 al 2011 per la vittoria referendaria finalizzata a togliere dalle mani dei privati tutti i servizi pubblici locali. In Sicilia a fianco di 135 Comuni, tra cui Palazzolo Acreide, e quasi 35.000 firmatari combatte invece per l’approvazione dell’unica legge regionale la n.19/15 che di fatto indirizza al ritorno della gestione pubblica del servizio idrico nell’isola.

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