Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Palazzo Zanca, continua la protesta dei lavoratori ATM

Continua l’occupazione di Palazzo Zanca. Per tutta la notte Giacoma Bonfiglio, Silvio Lasagni della Uil, Giovanni Burgio dell’ORSA ed altri tre lavoratori dell’ATM sono rimasti nella Sala Giunta. Non si muoveranno fino a quando non otterranno certezze sul pagamento degli stipendi arretrati.

Che non sono poca cosa: il 25% del salario di luglio e poi agosto, settembre e ottobre.

La protesta è esplosa ieri mattina poco dopo le 9, quando un’ottantina di lavoratori ha manifestato davanti a Palazzo Zanca, sottolineando che se per i dipendenti comunali era la prima volta che lo stipendio (uno solo, quello di settembre) arrivava in ritardo, loro fanno questa vita da 5 anni.

Poi intorno alle 14 Giacoma Bonfiglio, 3 figli a carico, autista LSU contrattista è salita sul davanzale di una delle finestre delle Sala Giunta, dove è rimasta fino a tarda notte senza mai muoversi. Poi i compagni l’hanno convinta a scendere almeno per qualche ora.

E questa mattina si ricomincia. Nell’indifferenza della città, che passato il primo momento di curiosità ha lasciato i lavoratori soli con il loro dramma, mentre centinaia di sostenitori del PDL accorrevano in massa ad ascoltare il verbo di Angelino Alfano.

Nell’indifferenza delle istituzioni, visto che nessuno dei vertici di Palazzo Zanca né i mega dirigenti da oltre 150 mila euro di stipendio l’anno né il commissario straordinario Croce si sono fatti vedere, anche solo per pochi minuti. C’è da chiedersi come abbiano dormito sapendo che al di là del problema dell’ATM in città ci sono migliaia di lavoratori nelle stesse condizioni e che Messina è una polveriera pronta ad esplodere.

Come si vede dalla foto scattata da Gianrico Battaglia, Giacoma Bonfiglio e Silvio Lasagni sono di nuovo seduti sul davanzale delle due finestre della sala Giunta dalle 7.30 di questa mattina. Con loro c’è il comandante Ferlisi che sta cercando di convincerli a scendere, ma la Bonfiglio non fa altro che ribadire quello che ripete da ieri: mi muoverò da qui solo quando vedrò la ricevuta degli stipendi.

Giacoma Bonfiglio con il figlio Biagio
AGGIORNAMENTO 09.50

I Vigili del Fuoco stanno smontando il materasso di sicurezza e non ci sarà un’altra squadra a sostituirli. Assenti i vertici di Palazzo Zanca e in preda alla disperazione Giacoma Bonfiglio sale sul davanzale e minaccia di buttarsi giù.

Poco dopo arriva il figlio Biagio e cerca di calmarla. Quando la madre si rasserena ci racconta che era iscritto a Geologia e che non avendo più i soldi per pagare le tasse è stato costretto a cercarsi un lavoro per aiutare la famiglia.


AGGIORNAMENTO 10.41

Stremata dopo quasi 24 ore di protesta, Giacoma Bonfiglio è scesa dalla finestra. Al suo posto una collega. Intanto, dopo lo sgombero dei Vigili del Fuoco sono arrivati polizia a carabinieri e si pensa che si stiano organizzando per bloccare la protesta dei lavoratori dell’ATM.

[nggallery id=16]