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“Pago chi non paga”: adesso non ci sono più scuse

Nessuno potrà più dire io non sapevo. Perché sabato alle 11, nel Salone di rappresentanza della Prefettura di Messina, sarà presentato ufficialmente l’elenco dei mille operatori economici che in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia hanno detto no al racket delle estorsioni.

A presentarlo il prefetto Stefano Trotta, che ospiterà la presentazione in Sicilia della guida per il consumatore critico antiracket “Pago chi non paga”: un invito, fin troppo chiaro, a selezionare con attenzione le imprese ed i negozi ai quali rivolgersi, privilegiando, inutile dirlo, chi ha avuto il coraggio di opporsi alla criminalità organizzata.

Presenti all’iniziativa Elisabetta Belgiorno, Commissario Straordinario Antiracket, il presidente della Federazione Nazionale delle associazioni Antiracket ed Antiusura Italiane Pippo Scandurra, il presidente onorario Tano Grasso e i presidenti delle associazioni siciliane che aderiscono al FAI.

In Sicilia hanno aderito in 472, in Campania 429, in Calabria 155 e in Puglia. “La guida -si legge nel sito del ministero dell’Interno- è messa a disposizione dei consumatori perché, con la loro scelta, possano sottrarre risorse alle imprese della criminalità organizzata premiando gli operatori virtuosi del Mezzogiorno che hanno denunciato gli estorsori o che si sono opposti al pagamento del pizzo.

L’iniziativa rientra nel progetto Rete di consumo critico “Pago chi non paga”, finanziato dal Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo – Obiettivo Convergenza” 2007-2013”, che si propone di sostenere una serie di azioni di comunicazione e sensibilizzazione rivolte sia ai consumatori che ai commercianti per creare una rete che rafforzi e sostenga chi si ribella al racket e all’usura.

Il progetto, sostenuto con 2,7 milioni di euro, ha come beneficiario l’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura che si avvale, come partner per l’attuazione, della FAI, la Federazione nazionale delle Associazioni Antiracket ed Antiusura Italiane”.

“Questo, che sembra solo un ‘volumetto’ -ha dichiarato in occasione della presentazione a Napoli il prefetto Elisabetta Belgiorno- rappresenta in realtà un documento la cui esistenza era impensabile fino a pochi anni fa. Al tempo stesso, esso coniuga strategia e sistema. Un sistema che nasce dal basso coinvolgendo la coscienza di tutti in un progetto che può apparire velleitario ma è di straordinario valore. La repressione o la prevenzione da sole non sono sufficienti: occorre creare una rete sempre più ampia, e la possibilità è stata offerta dal PON Sicurezza e dai fondi europei. Questa pubblicazione vuole essere anche strategia: all’alternativa fra acquiescenza o eroismo occorre sostituire azioni concrete per riguadagnare una sana normalità quotidiana”.