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Dieci casi di coronavirus a San Marco d’Alunzio: 5 pazienti e 5 operatori di una casa di cura

MESSINA. Dieci casi di coronavirus a San Marco d’Alunzio. Si tratta di 5 pazienti e 5 operatori sanitari della casa di cura “Residenza Aluntina”. Il timore del contagio era scattato alcuni giorni fa, quando un’ospite 83enne di Acquedolci era risultata positiva al test e trasferita al Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto. Dei 5 operatori, 3 sono residenti a San Marco d’Alunzio, uno a Mirto e uno a Torrenova. Nessuno dei 10 fino ad oggi ha manifestato sintomi preoccupanti. In tutto sono 11 i casi coronavirus tra i ricoverati della “Residenza Aluntina”.

Il 25 marzo 2020, al sindaco Dino Castrovinci è stato comunicato dall’ASP 5 di Messina l’esito positivo del tampone eseguito su una paziente ottantatreenne di Acquedolci, ricoverata il 7 marzo 2020 presso una casa di riposo a San Marco d’Alunzio, dopo essere stata dimessa da altro ospedale. L’anziana signora, la mattina di domenica 22 marzo, dopo aver accusato problemi respiratori, era stata prelevata da un’ambulanza, trasferita e, quindi, ricoverata presso l’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, dove si trova tutt’oggi. Giorno 26 marzo è stato reso noto l’esito positivo del tampone eseguito sulla paziente. A seguito dell’esito positivo del tampone eseguito sull’anziana ospitata presso la Residenza Aluntina di via Farinata, ricoverata presso l’ospedale di Barcellona P.G., l’ASP ha disposto l’isolamento della struttura RSA Villa Pacis S. Francesco (ex Convento Frati Cappuccini). Il personale prontamente sottoposto a tampone poiché venuto a contatto con la donna positiva al Covid-19 sin da subito è rimasto isolato. Oggi è pervenuto l’esito dei tamponi effettuati sul personale e gli altri degenti ed è lo stesso sindaco a comunicare che l’esame eseguito ha avuto esito positivo per 5 degenti e per 3 operatori residenti nello stesso comune e altri 2 fuori comune. Pertanto, tutti gli operatori venuti a contatto con la degente, la cui positività al Covid-19 era stata acclarata, sono stati posti in isolamento presso la struttura di via Farinata o presso la propria abitazione, dove hanno obbligo di rimanere fino al termine del periodo di quarantena disposto dall’ASP, osservando le norme di comportamento raccomandate. Stante la positività di alcuni dei soggetti già in isolamento, ai medici di base ed all’ASP spetterà di ricostruire la rete di relazioni di ciascuno di essi, al fine di attivare i protocolli di contenimento della diffusione del Covid-19. Il compito della vigilanza sarà demandato alle Forze dell’Ordine. Articolo aggiornato alle 00.18.

Il pre-triage dell’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto