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Operazione Refriger, arrestati 4 membri del clan Mangialupi

Associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e di armi. Con quest’accusa la Squadra Mobile di Messina ha arrestato quattro esponenti del tristemente noto clan Mangialupi.

Manette ai polsi per Pietro Coppolino (29 anni, residente in via San Jachiddu) e Domenico Parisi (24 anni, residente nel Rione Mangialupi). Già in carcere invece Francesco Turiano, detto Nino Testa (28 anni) ed Eugenio Paone (44 anni).

Con ruoli diversi, i quattro sono ritenuti membri di un gruppo criminale dedito al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e dotato di un vero e proprio arsenale di armi.

Accogliendo parzialmente la richiesta del Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina Fabio D’Anna, il GIP Massimiliano Micali ha disposto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

Francesco Turiano

L’operazione Refriger, soprannome di uno dei nove soggetti coinvolti, nasce dalla complessa attività d’indagine della Sezione Criminalità Organizzata, messa nero su bianco nell’informativa della Squadra Mobile depositata il 19 aprile scorso presso la Procura Distrettuale Antimafia.

L’attività investigativa ha fatto scoprire l’esistenza di un gruppo di malviventi che faceva capo a Francesco Turiano, soggetto con alle spalle numerosi precedenti penali, da tempo attivo nel Rione Mangialupi e che ha commesso parecchi reati nel campo della vendita, cessione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti di tipo eroina, cocaina e marijuana, con l’aggravante di essere un’associazione armata.

A tutti e quattro è stata contestata l’appartenenza a questa associazione, mentre a Turiano e Coppolino sono stati contestati altri capi d’imputazione inerenti la violazione della normativa sulle armi per aver detenuto e portato in luogo pubblico armi di vario genere. Tra queste, una mitraglietta, alcune anche con matricola abrasa e munizioni di vario calibro.

Le indagini sono scattate il 7 febbraio scorso, dopo il sequestro ad Acqualadroni di un ingente quantitativo di eroina, cocaina, armi e munizioni. In particolare, nascoste all’interno di un bidone di plastica per alimenti e di un borsone, in quell’occasione sono state trovate una pistola mitragliatrice, due pistole semiautomatiche, tre pistole a tamburo, duemila munizioni di vario calibro e 15,684 chili di eroina e 1,112 Chili di cocaina.

A questa operazione la Squadra Mobile era arrivata dopo altri sequestri di armi a carico di ignoti effettuato nel Rione Mangialupi, il più importante dei quali è quello del 14 gennaio 2013.

Pietro Coppolino
Eugenio Paone
Domenico Parisi

In quell’occasione, grazie ad un’intensa attività info-investigativa è stato sequestrato un vero e proprio arsenale costituito da una pistola mitragliatrice, tre pistole semiautomatiche di vario calibro, due revolver, una penna pistola di fattura artigianale un fucile automatico calibro 12 modello Breda, un panetto di tritolo del tipo militare del peso complessivo di 492,3 grammi ed un cilindretto della stessa sostanza del peso complessivo di 44,8 grammi, un migliaio di munizioni anche da guerra, un chilo di polvere da sparo e due chili di marijuana.

“Le indagini -spiegano gli inquirenti- sono state condotte con attività tipiche tradizionali, quali appostamenti, pedinamenti ed osservazioni, integrate dall’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, che hanno consentito di acquisire fondamentali riscontri probatori, mediante i descritti sequestri e le dichiarazioni di soggetti coinvolti a pieno titolo nelle attività illecite dell’associazione.

A tal proposito, particolare rilievo va dato al contributo fornito da uno degli indagati, soprannominato Refriger da Francesco Turiano (da cui il nome dell’operazione), costretto a sottostare alle continue e pressanti richieste di quest’ultimo di occultare per suo conto armi e droga da consegnare all’occorrenza agli altri sodali del gruppo.

Oltre agli arresti sono eseguite delle perquisizioni domiciliari così come disposto dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia che ha emesso contestualmente un avviso di garanzia nei confronti di tutti e sette gli indagati”.