Operazione Mowing, le condanne sui traffici internazionali di stupefacenti riconducibili al gruppo barcellonese

17. Il Tribunale di MessinaNel pomeriggio di oggi è stata depositata la sentenza della giudice Monia De Francesco relativa al clan barcellonese degli Iannello, colpito dall’operazione Mowing. Il Gup ha emesso il verdetto per gli imputati che avevano optato per il rito abbreviato, pronunciando condanne per tutti gli indagati.

La decisione prevede: 20 anni per Maurizio Iannello; 10 anni e 8 mesi per Filippo Benenati; 14 anni per Felice Castellano; 10 anni e 8 mesi per Salvatore Parasole; 11 anni e 8 mesi per Carmine Di Natale; 10 anni e 8 mesi per Filippo Iannello e Daniele Marguccio; 9 anni e 6 mesi per Giuseppe Iannello; 9 anni e 4 mesi per Giuseppe Di Natale; 8 anni per Gabriele Cacace; 8 anni e 2 mesi per Concetta Imbesi; 8 anni e 4 mesi per Provvidenza Chillemi; 4 anni e 10 mesi per Nancy Di Salvo; 8 anni e 8 mesi per Enrico Paratore; 8 anni ciascuno per Nando Russo e Sebastiano Russo; 2 anni per Rosy Maiorana; 14 anni e 10 mesi per Salvatore Iannello.

Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Antonio Spiccia, Salvatore Silvestro, Pinuccio Calabrò, Antonino Aloisio, Santi Certo, Fabio Catania, Gaetano Pino, Francesco Euticchio, Antonio Pirri, Diego Lanza, Tino Celi e Vincenzo Iofridda.
Nel complesso, l’impianto accusatorio sostenuto dalla Direzione distrettuale antimafia ha retto in primo grado: a giugno il sostituto procuratore Francesco Massara aveva richiesto pene complessivamente superiori ai 200 anni di reclusione, poi ridimensionate nella sentenza odierna.

Il procedimento trae origine dalle indagini dei Carabinieri su uno dei più vasti traffici internazionali di stupefacenti riconducibili al gruppo barcellonese. A confermare le risultanze investigative sono state anche le dichiarazioni dello stesso Iannello, che dopo l’arresto ha deciso di collaborare con la giustizia.
I suoi più recenti verbali – cinque dossier ricchi di omissis fin dalle prime pagine – sono stati acquisiti agli atti nei mesi scorsi. Nel racconto del collaboratore emergono il suo ruolo di organizzatore degli incontri con esponenti delle ’ndrine calabresi e il coinvolgimento nei trasporti di ingenti carichi di droga, compresa cocaina, provenienti dal Marocco e dalla Spagna.