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Operazione Gotha IV, arresti e beni sequestrati per 4 milioni

Alcuni dei beni sequestrati

Operazione Gotha IV bis, altri quattro arresti con l’accusa di associazione di tipo mafioso messi a segno dai carabinieri del ROS insieme al Comando Provinciale di Messina, che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, e beni sequestrati per 4 milioni di euro.

“I provvedimenti -spiegano dal Comando Provinciale- costituiscono la fase finale di un’articolata manovra investigativa condotta in direzione della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, che nel luglio scorso aveva già consentito l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 36 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsioni, omicidio, rapina, detenzione di armi ed altri reati”.

In particolare, le indagini hanno dimostrato la connessione al sodalizio mafioso barcellonese di Salvatore Treccarichi, evidenziando anche nuovi elementi nei confronti del padre di questi, Giuseppe Antonio Treccarichi.

Salvatore Treccarichi
Giuseppe Antonino Treccarichi

Il sequestro dei beni di Francesco Aliberti, Antonino Mazzeo detto Piritta e dei Treccarichi padre e figlio, è stato deciso per l’evidente notevole sproporzione tra il loro ingente patrimonio e i modesti redditi dichiarati dagli indagati e dai membri delle loro famiglie.

“Gli accertamenti di natura economico patrimoniale -spiegano ancora dal Comando- hanno consentito di individuare 6 imprese e il relativo patrimonio aziendale, diversi appezzamenti di terreno, numerosi autoveicoli e motoveicoli, 2 imbarcazioni e diversi conti correnti bancari per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

Le pregresse acquisizioni investigative, avvalorate dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Campisi, hanno messo in luce l’instabilità di un sistema mafioso fortemente provato dalle dichiarazioni dei pentiti Carmelo Bisognano (già capo del ramo barcellonese dei “Mazzaroti”), Alfio Giuseppe Castro e Santo Gullo e il difficile tentativo di ripristinare un assetto organizzativo in grado di far fronte alle rinnovate esigenze di controllo del territorio e di realizzazione delle progettualità criminali, difficilmente conciliabili con l’assenza della maggior parte dei vertici del sodalizio criminale, tutti sottoposti al 41 bis (il carcere duro per i mafiosi, ndr)  e con gli effetti delle penetranti misure patrimoniali di sequestro beni nel frattempo applicate.

Francesco
Aliberti
Antonino Mazzeo

Grazie alle attività tecniche ed a una minuziosa analisi patrimoniale, è stato possibile individuare nella veste di dominus Giuseppe Antonio Treccarichi all’interno dell’omonima impresa individuale intestata al figlio Salvatore, con sede legale a Pace del Mela (in provincia di Messina), creata per sottrarre il complesso aziendale all’eventuale effetto di una misura di prevenzione patrimoniale, proprio nel momento in cui era divenuta nota la collaborazione con gli inquirenti di Carmelo Bisognano Carmelo.

Con lo stesso fine, i Treccarichi hanno acquisito anche parte delle quote della MGM srl, di proprietà di Alfio Buemi.

I provvedimenti patrimoniali hanno raggiunto anche Francesco Aliberti e Antonino Mazzeo, entrambi ritenuti elementi di spicco del clan mafioso dei barcellonesi”.

In particolare Francesco Aliberti, una volta nota la decisione di Campisi di collaborare nell’ambito del processo “Vivaio”, tra i pochi elementi di vertice del sodalizio all’epoca ancora in libertà, si era premurato di spiegare ai propri affiliati l’importanza del sostentamento a chi era in carcere per scongiurare ulteriori collaborazioni.

L‘azienda intestata a Sara Aliberti

Sempre Aliberti, aveva inoltre dimostrato un rinnovato interesse per il traffico di sostanze stupefacenti, fino a pochi anni fa ritenuto estraneo agli interessi tipicamente mafiosi. Una svolta obbligata vista la notevole diminuzione degli introiti derivanti dalle estorsioni.

Tra i beni di sua proprietà, i carabinieri del ROS hanno sequestrato le imprese Nuova F.A.B. (intestata a Sebastiano Aliberti) e “New Simet” (di Sara Aliberti), entrambe con sede legale a Barcellona, un immobile, 9 veicoli e diversi conti correnti.

Ad Antonino Mazzeo, anche lui organico alla struttura mafiosa barcellonese, sono stati sequestri un’azienda a Terme Vigliatore, la Trasport Line Società Cooperativa, un immobile, 3 auto tra le quali una Ferrari 360 Modena e 2 imbarcazioni da diporto. 

“Le ripercussioni sull’organizzazione dell’azione repressiva portata avanti dall’Arma dei Carabinieri nella provincia di Messina nei confronti dei capi e promotori dell’organizzazione mafiosa -concludono dal Comando Provinciale- erano stati ben compresi anche dagli indagati, che immediatamente dopo il loro arresto si stavano prodigando dal carcere per fare in modo che quanto nella loro disponibilità fosse venduto o occultato. Si tratta di un ulteriore segnale inequivocabile dell’efficacia della pluridecennale manovra investigativa condotta dal ROS, d’intesa con la Procura Distrettuale di Messina, nei confronti della famiglia mafiosa barcellonese, da anni ai vertici del panorama criminale dell’area tirrenica”.