Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Operazione congiunta di Polizia e GdF, due arresti per usura

Usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, riciclaggio, intestazione fittizia a terzi di somme di denaro e di beni e simulazione di reato in concorso. Queste le accuse per Letterio Scionti (Messina, 1966) e Giuseppe Panarello, anche lui messinese, 34 anni.

Il primo è stato condotto a Gazzi, il secondo è agli arresti domiciliari. A gestire l’operazione la Squadra Mobile ed il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina Genovese.

Nei confronti di Scionti il GIP ha disposto anche il sequestro preventivo di due appartamenti, tre auto e delle somme presenti in quattro conti correnti, per un valore complessivo di 330 mila euro.

L’indagine sui due è scaturita da una perquisizione domiciliare eseguita congiuntamente il 29 settembre di due anni fa dagli uomini della Squadra Mobile e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina a casa di Scionti, durante la quale furono sequestrati quasi 90 mila euro in contanti, numerosi titoli di credito (molti dei quali postdatati e senza il nome del beneficiario) per 250

mila euro, oltre che da un libretto postale e numerosi buoni fruttiferi intestati allo stesso e ai suoi familiari.

Grazie alle dichiarazioni di chi aveva firmato gli assegni trovati a casa di Scionti è stato possibile ricondurre la presenza del contante e degli assegni ad attività di usura e di attività finanziaria abusiva. Gli accertamenti bancari successivi, l’analisi dei tabulati telefonici relativi alle utenze di Scionti e dei suoi familiari e gli accertamenti patrimoniali e reddituali hanno permesso di ricostruire dettagliatamente alcuni rapporti finanziari, molti dei quali a scopo di usura, che riguardano un arco di tempo compreso gennaio 2009 e ottobre 2011.

Letterio Scionti era il creditore-finanziatore, mentre Giuseppe Panarello aveva il compito di riciclare le somme incassate grazie all’usura. Inoltre, gli accertamenti patrimoniali condotti su Letterio Scionti e sul suo nucleo familiare hanno fatto emergere una notevole sproporzione tra i bassissimi redditi dichiarati da tutti negli ultimi dieci anni e le somme ingenti passate dai conti bancari.

Nei soli ultimi tre anni infatti, le movimentazioni registrate sui conti ammontano complessivamente a 900 mila euro, con saldi positivi che hanno toccato i 200 mila euro a gennaio del 2011. Tutte somme ottenute grazie all’attività di usura praticata con tassi annui tra il 150 ed il 250%.