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One billion rising, anche il Cedav all’appuntamento di Messina

Le prove per la manifestazione di piazza del Popolo presso la palestra DNA

Anche il Centro Donne Antiviolenza di Messina ha aderito all’iniziativa One billion rising che si terrà domani alle 16.30 a piazza del Popolo e che ha già registrato numerosissime adesioni sia da parte di associazioni che di singoli cittadini.

One billion rising è una mobilitazione internazionale contro la violenza alle donne ideata da Eve Ensler, l’autrice de I monologhi della vagina e l’ideatrice del V-Day. “I dati parlano chiaro -spiega Carmen Currò, presidente del Cedav di Messina. Una donna su tre subirà violenza nel corso della propria vita. Ma se un miliardo di donne che hanno subito violenza è una cosa atroce, un miliardo di donne che danzano contro la violenza è una rivoluzione”.

“Svegliati, Danza e Partecipa” è lo slogan dell’iniziativa, che sta riscuotendo adesioni in molti Paesi ed alla quale parteciperanno rappresentanti del Parlamento europeo, ministri, esponenti di movimenti per i diritti civili e di associazioni, intellettuali ed artiste.

“Il CeDAV Onlus ha scelto di partecipare -dichiara Carmen Currò- perché solo con un movimento di solidarietà collettivo si potrà finalmente sconfiggere un fenomeno che non conosce confini geografici e riconoscere il diritto all’autodeterminazione delle donne per fondare in ogni Paese la cultura del rispetto delle loro

libertà e dei loro diritti”.

Il Cedav di Messina raccoglie mediamente tra le 120 e le 150 denunce all’anno, le forze dell’ordine molto meno, tra le 30 e le 40. Ma il dato peggiore è la consapevolezza che solo il 10 per cento delle donne che è stata violentata trova la forza ed il coraggio di denunciare. E allora, quante sono le donne che ogni anno subiscono violenza a Messina?

Carmen Currò, presidente del Cedav

“Il numero esatto è impossibile saperlo -conferma la Currò. Certo, se si moltiplicano i numeri che conosciamo per 10 arriviamo ad una statistica molto alta. Purtroppo però, siamo nel campo delle ipotesi. Ma il fenomeno è estesissimo in tutta l’Italia. Una relazione dell’Istat che risale al 2007, più recenti non ce ne sono, sostiene che 6.743.000 donne italiane tra i 16 ed i 70 anni ha subito una violenza sessuale o fisica nel corso della vita.

I dati Eurispes riferiti al biennio 2009-2010 denunciano che in questo arco di tempo ci sono stati 235 omicidi domestici. Un numero spaventosamente alto, che dà una dimensione della condizione delle donne nel nostro Paese. Tra l’altro, la maggior parte di questi omicidi è avvenuto al Nord, soprattutto nel Nord Est.

Probabilmente, lo stile di vita concentrato soprattutto sul lavoro e molto poco sulle relazioni personali, fa sì che la coppia viva chiusa in se stessa e questo fa esplodere i conflitti”.