Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Archivio storico ma anche un Gabinetto di Lettura

Non solo un Archivio storico come si deve ma anche un Gabinetto di Lettura. Istituzioni curate e coltivate in tutte le città civili, ma non a Messina. La richiesta è dei consiglieri del PD di Palazzo Zanca Nicola Cucinotta, Felice Calabrò e Benedetto Vaccarino che dopo lo scandalo sollevato da Renato Accorinti e negato anche di fronte all’evidenza dei fatti dall’amministrazione comunale, rilanciano chiedendo che all’interno del PalaCultura si trovi posto per far rinascere il Gabinetto di Lettura di via Sacchi, chiuso da anni.

“La follia di questa situazione -spiega Cucinotta- è che dopo l’uscita di Giovanni Ardizzone dalla Giunta Buzzanca ha tenuto per sé la delega alla cultura. E con quali risultati si vede. Tra l’altro, uno degli aspetti più gravi emersi da questa vicenda è che non esiste un catalogo dei volumi e delle pergamene dell’Archivio Storico. Quindi, se qualcuno volesse trafugarne qualcosa non lo scopriremmo mai ma la città perderebbe un altro tassello di quanto rimane della sua memoria storica”.

Nell’interrogazione presentata a Buzzanca i tre consiglieri comunali sottolineano anche un altro dato fondamentale: dove si prenderanno i 50 mila euro che il sindaco ha dichiarato che saranno

impegnati per il recupero del patrimonio librario cittadino?

“Tra l’altro -aggiunge ancora Cucinotta- l’Unione Europea mette a disposizione somme ingenti per operazioni di tutela del patrimonio artistico e culturale. Come mai l’amministrazione non ha mai pensato di far nulla in tal senso?”.

Le foto scattate da Renato Accorinti dimostrano senza ombra di dubbio lo stato di degrado in cui versa ciò che resta della memoria storica cittadina.

“Libri e documenti antichi ormai ridotti in condizioni pietose -scrivono Cucinotta, Calabrò e Vaccarino nell’interrogazione- ammalorati dalla muffa, giacciono abbandonati in umidi ed insalubri cantinati. Mal si comprende la ragione per la quale l’amministrazione abbia ritenuto di trasferire con palese ritardo la raccolta della Biblioteca ex comunale Cannizzaro, rilegando i reperti  chiusi in stanze-deposito isolate. Ed altrettanto irresponsabile ed assurda non può non ritenersi la scelta di lasciare marcire tra l’incuria e l’umidità l’archivio di opere storiche negli scantinati di via Catania (isolato 26), tenuto conto di quello che in questi decenni hanno rappresentato per la nostra città (città della cultura solo una notte all’anno) l’Archivio Storico del Comune, l’Archivio di Stato, il Gabinetto di lettura, l’Archivio della Società di Storia Patria e tutte le altre istituzioni culturali ed archivistiche. Il  risultato di tali ennesime scelte sconsiderate altro non è che un assessorato fantasma, congelato ed improduttivo, nelle mani del sindaco Superman”.