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Oggi in cattedrale la beatificazione di monsignor Antonio Franco

Il corpo incorrotto di mons. Antonio Franco

Oggi alle 18 si terrà il rito di beatificazione di monsignor Antonio Franco. A presiedere la celebrazione nella cattedrale il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi.

Come si legge nel sito della Diocesi di Messina, sono numerosi “i prodigi attribuiti all’intercessione di mons. Antonio Franco nei tempi antichi e in quelli moderni.

Gran parte di questi vengono elencati nel libro “In salvaguardia delle loro mura un Protettore sì degno” (Vita ed opera apostolica del Servo di Dio Mons. Antonio Franco, Prelato ordinario di S. Lucia del Mela – Can. Raffaele Insana – Antonino Saya Barresi, Edizioni del “Museo” – 1997).

Durante dei lavori di ricostruzione della Cattedrale, precisamente sette anni dopo la morte del Servo di Dio, si sparse la voce che il corpo di mons. Antonio Franco fosse stato violato. L’allora mons. Firmatura, suo successore, allarmato della siffatta voce riunì le Autorità della Città, le Autorità Religiose, il Clero e la sera del 7 luglio 1633 diede ordine ad alcuni operai di tirare fuori la pesante cassa dove era rinchiuso mons. Antonio Franco per costatarne l’integrità.

Immenso fu lo stupore di tutti i presenti nel costatare che, a distanza di sette anni dalla sua morte, il benedetto corpo di mons. Antonio Franco non presentava alcuna traccia di corruzione, anzi il corpo perfetto, integro e pieghevole sembrava fosse spirato da lì a poco.

Dopo la constatazione che non mancava nulla della sacra spoglia e dopo le preghiere di rito tributate dai presenti, non senza visibile commozione, il sacro ed incorrotto corpo fu rinchiuso in quella stessa cassa e ricollocato nello stesso posto dov’era prima.

Il prodigioso evento della soprannaturale incorruzione del corpo di mons. Antonio Franco fu risaputo da tutti i devoti, che accorsero numerosi al suo glorioso sepolcro, ricevendo, per sua intercessione, innumerevoli grazie.

Alla morte di mons. Firmatura subentra mons. Martino che intraprende l’istruzione di un processo canonico di beatificazione,

che lo porta a preparare tutte le informazioni che riguardano mons. Antonio Franco. Per tale ragione nel 1656 ci fu la seconda ricognizione della salma, così da permettere la traslazione del suo sacro corpo da una cassa vecchia ad una nuova.

In questa occasione a differenza di quella avvenuta nel 1633, tutti i cittadini ebbero la fortuna di assistervi e videro con stupore che dopo trent’anni dalla sepoltura il corpo rimaneva intatto e ammirarono un inedito fatto portentoso, allorchè videro, fresco e verde (da 23 anni), nella mano del Servo di Dio, un ramoscello di basilico.

Da allora l’odorosa pianta fa parte degli adornamenti floreali che si posano accanto all’urna il giorno dell’annuale festa del 2 settembre. Una terza ricognizione, con una seconda traslazione, avvenne nel 1721. Questa ricognizione sembra sia avvenuta per la richiesta dello stesso mons. Antonio Franco, che comparve più volte in sogno ad una nobildonna di casa Arena sua devota.

La signora Arena raccontò all’allora prelato mons. Barbàra che in sogno mons. Franco le aveva detto che voleva essere posto in una cassa nuova perché gli insetti lo molestavano. Così mons. Barbàra fece allestire una cassa più ridotta di quella in cui allora era collocato, che ancora oggi si conserva in una sala del Palazzo Vescovile.

Infine negli anni che vanno dal 1911 al 1913 per l’interessamento del Rev.mo Capitolo dei Canonici e con il contributo dei fedeli fu costruita un’urna in metallo dorato e argentato a grandi cristalli. A quest’ultima traslazione, avvenuta il 5 giugno del 1913, nella Basilica Cattedrale fu presente l’intera popolazione della città a cui si unì molta altra gente proveniente dalle città e paesi vicini. L’urna di cristalli è oggi collocata nella Cappella della Protettrice Santa Lucia”.

In occasione del rito di beatificazione di mons. Antonio Franco, sono stati disposti provvedimenti viari. Dalle 17 alle 21 di lunedì prossimo vigerà il divieto di sosta, con zona rimozione coatta, nell’area di parcheggio compresa tra piazza Duomo e corso Cavour per consentire la sosta dei veicoli di sacerdoti, religiosi e fedeli laici che parteciperano alla celebrazione.