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Nuova Politica incontra Controneo e Andò

Da sin. Andò, Raffa, Grimaudo, Cotroneo

Terzo appuntamento di Nuova Politica, che dopo il confronto con gli esponenti del mondo del lavoro e della cultura cattolica, ha incontrato al Monte di Pietà quelli del mondo liberale e riformista: il professor Girolamo Cotroneo, docente dell’Università di Messina, ed il presidente della Fondazione Nuovo Mezzogiorno Salvo Andò. Punto di partenza della discussione, la crisi della politica attuale. “I partiti che hanno dominato questi ultimi venti anni sono stati incapaci di realizzare in modo concreto, e quindi credibile, un’azione politica di rinnovamento del Paese -ha dichiarato Pierangelo Grimaudo, presidente di Nuova Politica. La politica, in queste condizioni, appare quindi come un attività di un ceto governante privilegiato, inutile al miglioramento della società, se non addirittura dannosa, priva di rigore etico ed interessata solo all’accaparramento del potere. La risposta alla crisi non può certo venire dalla sostituzione della partitocrazia con la tecnocrazia, che inevitabilmente finisce col corrispondere all’affermazione di oligarchie né dalla riproposizione di vecchi arnesi ideologici condannati al fallimento dalla storia”. Spietata l’analisi di Salvo Andò. “I partiti non sono stati degni della loro storia -ha dichiarato– e, soprattutto, non hanno più saputo dialogare con il Paese, perdendo di vista il loro compito principale. Quando si è confuso il

popolo con la folla, è andato perduto il senso del popolo. Anche riguardo ad un fattore importante come lo stato sociale, hanno dimenticato che questo è il nucleo della identità europea. Grazie ad esso nel secolo scorso l’Europa è stata la patria dei diritti per milioni di persone che fino a quel momento non avevano avuto nulla”. Riguardo al ricambio non più rinviabile della classe politica attuale, Cotroneo ha invece posto l’accento soprattutto su un aspetto: ma è necessario cambiare le regole o i giocatori? “Se cambiano gli uomini -ha spiegato- ma il contenuto politico è identico, lo scenario non cambierebbe poi molto. Nel dopoguerra abbiamo avuto una classe politica eccezionale, che si è formata all’estero e che ha introdotto in Italia l’Idea di democrazia. Poi la politica italiana si è andata provincializzando e si è perso quel patrimonio. Il problema quindi non è solo mandare via chi ha governato male”. In conclusione Grimaudo ha poi posto l’accento sulla necessità di costruire una proposta politica responsabilmente condivisa da ampie componenti sociali, fondata su equità, libertà e solidarietà.”Equità, che non umili il merito -ha dichiarato. Ma anche Libertà, senza cedimenti agli egoismi di classe o individualisti e solidarietà  senza cedimenti all’assistenzialismo. Queste sono le linee guida della proposta di rinnovamento di Nuova Politica. Un rinnovamento forte, ma responsabile, capace di restituire slancio e competitività alla società italiana”. Assente il senatore Gennaro Acquaviva, rimasto a Roma a causa di un infortunio.