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Nuova ATM, passa la proposta dei sindacati

Nessuno spacchettamento, passa l’ipotesi di un’unica società per la nuova ATM. Durante l’incontro di questa mattina con Cgil, Cisl, Uil, Orsa, Cub e Ugl il commissario straordinario del Comune Luigi Croce ha accettato l’ipotesi dei sindacati, ai quali la proposta di più società non era proprio piaciuta.

“E’ necessario procedere alla trasformazione dell’Atm in Società per azioni, come imposto dalla normativa di legge”. Questa la proposta portata al tavolo dai confederali e da Orsa, Ugl e Cub. “Auspichiamo la creazione di  un’unica società a capitale pubblico che gestisca  l’intera mobilità urbana cittadina, diversa dall’attuale carrozzone mal gestito e vittima della cattiva amministrazione della cosa pubblica -hanno dichiarato Michele Barresi, Francesco Alizzi e Francesco Urdì, responsabili Trasporti di Orsa, Ugl e Cub”.

I sindacati propongono la creazione di un’unica Spa suddivisa in tre aree: Divisione esercizio e TPL, Divisione Manutenzione e infrastrutture e Divisione commerciale e parcheggi.

Per Orsa, Ugl e Cub “la costituzione di aree di business consentirebbe di dotare la nuova Azienda di tre strutture  snelle, specializzate in prodotti specifici ed in grado di avere la necessaria autonomia gestionale, mantenendo tuttavia ogni attività all’interno di un’unica Società e con un unico consiglio di amministrazione.

L'incontro a Palazzo Zanca

Per la

trasformazione -spiegano Barresi, Arizzi e Urdì- riteniamo necessario uno studio approfondito sulle modalità di realizzazione e proponiamo in tempi brevi  di  redigere un piano di trasformazione per scissione,dell’Azienda Speciale ATM in una Spa a capitale pubblico, tenendo in vita la vecchia ATM,  fino al ripianamento dei debiti ancora in essere. Troppo tempo si è lasciato trascorrere ed in tal senso abbiamo dato nell’odierno incontro la nostra disponibilità al commissario Croce di procedere con la massima celerità.

E’ ora che il carrozzone ATM diventi una risorsa per questa città ed è quanto mai necessario mettere in campo l’impegno disinteressato e il massimo senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte nel processo, a cominciare dal Consiglio Comunale e fino alla Regione, che troppo spesso hanno contribuito nel recente passato, con omissioni o scelte discutibili, ad acuire le criticità gestionali e finanziarie dell’Azienda Trasporti, frutto delle pessime amministrazioni cittadine dell’ultimo decennio”.

“Idea fondamentale -aggiunge Pino Foti, segretario generale della Filt Cgil- per le organizzazioni confederali è che non devono essere i sindacati a disegnale la nuova azienda. Questa deve nascere dalla somma delle attività che possono essere svolte  e dal progetto industriale volto al contenimento dei costi ed all’aumento dell’offerta che si vuole costruire. Solamente dopo il sindacato si confronterà sul progetto e sulla riconversione del personale, perché solo una vera proposta di impresa potrà attrarre investimenti da parte dei privati. Sia chiaro che la nuova società non potrà nascere con appalti esterni e non potrà certo essere disegnata dagli attuali dirigenti dell’ATM”.