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Nove mesi per pensarci

Per una coppia di innamorati di solito il momento più bello in assoluto è l’attesa di un figlio. Sarà maschietto o femminuccia? Amore, ma ci pensi? Avrà i tuoi occhi e la tua bocca? No tesoro, speriamo somigli a te, sarà sicuramente bellissimo/a!. Infine, ma sicuramente non meno importante, arriva tra la coppia di innamorati la fatidica domanda: ma come lo/a chiameremo?

Ecco che inizia la ricerca tra i vari sistemi operativi: google, amici e parenti. Tutti sono interpellati per un consiglio-suggerimento anche se ben o male già nella mente, a volte bacata, della coppia aleggia la decisione definitiva.

Chi mi segue dai social sa che essendo la conduttrice di un programma in una tv calabrese, frequento spesso questa terra e proprio là mi dicevano che l’antica e popolare tradizione di dare al neonato il nome dei nonni, dall’altra parte dello Stretto è corrisposta e onorata con un regalo sostanzioso e oneroso fatto al nascituro da parte dell’orgoglioso nonno/a.

Da qualche  parte ho anche letto che la scelta del nome Chanel  per la figlia, abbia portato nelle casse di casa Totti la modestissima cifra di 5 milioni di euro, che l’azienda cosmetica ha versato come segno di riconoscimento ai signori Ilary Blasi e Francesco Totti.

Certo però, senza nulla togliere all’affetto dei nostri cari, che quando e se uno di noi, very normal people, decide di chiamare il proprio figlio Santino o Gaetano mica succede la stessa cosa!

E allora, visto che il nome del nonno è antico e poco adatto alle nostre fashion-city, ecco che si da il via alla fantasia e alla vita da vip!

C’è quindi la piccola Coraline, chiamata così a causa di un film d’animazione di qualche anno fa. Arriva poi Sephora, che ci ricorda ovviamente un famoso franchesing. Appena ho sentito la sua mamma chiamarla così in spiaggia, mi sono chiesta se i fratellini si chiamano Kiko e Tezenis.

Fino ad arrivare ad Aisha, nata a Reggio Calabria. Il padre dichiara di aver dato questo nome  alla figlia per il significato bellissimo e profondo, che però non  ricorda. Passiamo alle divinità come Efesto (il dio del fuoco e della tecnica nella mitologia greca), ma sentire urlare una giovane donna e vedere che al nome di Gesù Nazzareeeeeno si volta un bambino bellissimo, ti viene da esclamare: miracolo!

La conclusione e la citazione dovuta è per i nomi dello spettacolo, visto che frequentano ormai i cortili di una scuola messinese sia Shakira che Belen.

Però, prima di salutarvi, non posso non consigliarvi una visita alle scale dell’ospedale Piemonte, che lascia i suoi concorrenti Papardo e Policlinico spiazzati.

Salendo o scendendo dal reparto di ostetricia e ginecologia, ne leggerete di nomi fantastici e fantasmagorici. Così tanti, da poter fare un elenco dei nomi da non utilizzare suggerire. La genialità sta poi nello scrivere quel nome insolito: Chevin, Sciaron, Miscell, Sciantal. Per non parlare delle frasi che accompagnano, sempre scritte sui muri, e celebrano la nascita del bebè, argomento questo da approfondire con maggiori dettagli.

In conclusione, ma nove mesi non sono abbastanza per poter riuscire a partorire anche un nome almeno decente che questi vostri figli porteranno per il resto della loro vita? Se la risposta è no, allora iniziate a pensarci adesso. I vostri futuri figli ve ne saranno grati.

 

Mariangela Donato

Speaker radiofonica, blogger, conduttrice tv, mamma, portatrice sana di battute a raffica anche quando è giù di corda e chi più ne ha più ne metta, La Donato “viveur” è una messinese in fissa con il “savoir faire”. Su Sicilians scrive su abitudini e modi di fare soliti e insoliti, nostrani e non, prendendoli e prendendosi un po' in giro. La sua rubrica "Mi state tutti sul tacco" è la penna pettegola e pungente del nostro giornale.