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Notte degli Oscar 2015: tutti i nomi dei vincitori

Julianne Moore

Si è conclusa la notte più attesa da parte degli appassionati cinefili di tutto il mondo. Le luci si sono spente sul Dolby Theatre di Los Angeles e su una serata che Neil Patrick Harris ha condotto in maniera spontanea e dignitosa, ma senza sbocchi di brillantezza e originalità.

La passerella di attori in veste di presentatori e candidati è stata sterminata e ha fatto trascorrere velocemente la serata, quasi senza far sentire il peso di un evento così lungo.

Dall’apertura musicale con Anna Kendrick, Benedict Cumberbatch e l’esilarante Jack Black, a Neil Patrick Harris in mutande per omaggiare Birdman, dall’accorato appello di Patricia Arquette per la parità tra uomini e donne nei compensi a quello di Common e John Legend per la libertà e la giustizia, la serata ha avuto diversi momenti d’impatto.

Ma non è necessario parlare di amenità e sfarzo, l’assegnazione delle statuette è stata di per sé avvincente. L’Italia ha avuto la sua parte con il quarto oscar per i costumi a Milena Canonero. Dopo “Barry Lyndon”, “Momenti di gloria” e “Marie Antoinette”, la Canonero va a segno anche con “Gran Budapest Hotel”, la pellicola che insieme a “Birdman” ha preso il più alto numero di statuine, sebbene sia stato quest’ultimo ad accaparrarsi le statuette più significative.

Per il resto, a parte “Whiplash” che porta a casa tre statuette (migliore attore non protagonista, miglior sonoro e miglior montaggio), tutti gli altri vincitori si sono aggiudicati un Oscar per uno. A partire da “American Sniper”, che ha avuto un Oscar tecnico per il miglior montaggio sonoro. Il grande escluso di questa edizione, “Interstellar”, si è portato via quello per i migliori effetti speciali.

I film più blasonati hanno decisamente meritato le assegnazioni, ma bisogna ricordare, come già detto sopra, che un grande titolo come “Interstellar” avrebbe dovuto ricevere di diritto ulteriori candidature, specie come miglior film e miglior regia. Molte volte l’Academy ha escluso pellicole solo per il peccato di appartenere a determinati generi.

In particolare negli ultimi anni ha rivolto più l’attenzione a storie che raccontino il mondo dello spettacolo, la vita degli attori. A storie che portano sulle luci della ribalta quello che avviene (e che a volte dovrebbe restare) dietro le quinte. Non si vuol togliere nessun merito ai vincitori: sono pellicole splendide che chi scrive consiglia vivamente a chi legge, ma ricordatevi di non fare le vostre scelte esclusivamente in base all’assegnazione delle statuette. Esistono altri pareri, oltre a quelli dell’Academy. In ogni caso, di seguito elenco candidature e vincitori e consiglio caldamente di dare una possibilità anche a chi non ha vinto.

 MIGLIOR FILM 

“Birdman”, di Alejandro González Iňárritu. “The Grand Budapest Hotel”, di Wes Anderson. “American Sniper”, di Clint Eastwood. “Boyhood”, di Richard Linklater. “The Imitation Game”, di Morten Tyldum. “Selma – la strada per la libertà”, di Ava DuVernay. “La Teoria del Tutto”, di James Marsh. “Whiplash”, di Damien Chazelle.

MIGLIOR REGIA

Alejandro González Iňárritu, “Birdman”. Wes Anderson, “The Grand Budapest Hotel”. Richard Linklater, “Boyhood”. Bennet Miller, “Foxcatcher”. Morten Tyldum, “The Imitation Game”.

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA 

Eddie Redmaine, “La teoria del tutto”. Steve Carell, “Foxcatcher”. Bradley Cooper, “American Sniper”. Benedict Cumberbatch, “The Imitation Game”. Michael Keaton “Birdman”.

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA

Julianne Moore, “Still Alice”. Marion Cotillard, “Deux jours, une nuit” (Due giorni, una note). Felicity Jones, “La teoria del tutto”. Rosamund Pyke, “Gone Girl” (L’amore bugiardo). Reese Whiterspoon, “Wild”.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA 

J.K. Simmons, “Whiplash”. Robert Duvall, “The judge”. Ethan Hawke, “Boyhood”. Edward Norton, “Birdman”. Mark Ruffalo, “Foxcatcher”.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Patricia Arquette, “Boyhood”. Laura Dern “Wild”. Keira Knightley, “The Imitation Game”. Emma Stone “Birdman”. Meryl Streep, “Into the Woods”.

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE 

Alejandro González Iňárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo, “Birdman”. Richard Linklater, “Boyhood”. Dan Futterman, E. Max Frye, “Foxcatcher”. Wes Anderson, “Grand Budapest Hotel”. Dan Gilroy, “Nightcrawler”.

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE 

Graham Moore, “The Imitation Game”. Paul Thomas Anderson, “Inherent Vice” (Vizio di forma). Daniel Chazelle, “Whiplash”. Jason Hall, “American Sniper”. Anthony McCarter, “La Teoria del Tutto”.

MIGLIOR FILM STRANIERO 

“Ida”, di Pawel Pawlikowski (Polonia). “Leviathan”, di Andrej Petrovič Zvjagincev (Russia). “Mandariinid”, di Zaza, Urushadze (Estonia). “Storie pazzesche”, di Damián Szifrón (Argentina). “Timbuctu”, di Abderrahmane Sissako (Mauritania).

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

“Big Hero 6”, di Don Hall e Chris Williams. “Boxtrolls – le scatole magiche”, di Graham Annable e Anthony Stacchi. “How to train your dragon 2” (Dragon Trainer 2), di Dean DeBlois. “Song of the Sea”, di Tomm More. “La storia della principessa splendente” di Isao Takahata.

MIGLIORE FOTOGRAFIA 

Emmanuel Lubezki, “Birdman”. Robert Yeoman, “The Grand Budapest Hotel”. Ryszard Lenczewski e Lukasz Zai. “Ida”. Dick Pope, “Turner” (Mr. Turner). Roger Deakins, “Unbroken”.

MIGLIORE SCENOGRAFIA 

Adam Stockhausen, “Grand Budapest Hotel”. Maria Đurkovic, “The Imitation Game”. Nathan Crowley “Interstellar”. Dennis Gassner “Into the Woods”. Suzie Davis “Turner” (Mr. Turner).

MIGLIOR MONTAGGIO 

Tom Cross, “Whiplash”. Joel Cox e Gary D. Roach, “American Sniper”. Sandra Adair, “Boyhood”. Barney Pilling, “The Grand Budapest Hotel”. William Goldenberg “The Imitation Game”.

MIGLIORE COLONNA SONORA 

Alexandre Desplat, “The Grand Budapest Hotel”. Alexandre Desplat, “The Imitation Game”. Jóhann Jóhannsson, “La Teoria del Tutto”. Gary Yershon, “Turner” (Mr. Turner). Hans Zimmer, “Interstellar”.

MIGLIORE CANZONE 

“Glory”, di John Stephens e Lonnie Lynn, “Selma – La strada per la libertà”. “Everything is awesome”, di Shawn Patterson, “The LEGO movie”. “Grateful”, di Diane Warren, “Beyond the lines”. “I’m not gonna miss you”, di Glen Campbell e Julian Raymond, “Glenn Campbell: I’ll be me”. “Lost stars”, di Gregg Alexanders e Danielle Brisebois, “Tutto può cambiare”.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI 

Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter, Scott Fisher, “Interstellar”. Dan Deleeuw, Russel Earl, Bryan Grill, Dan Sudick, “Captain America: The Winter Soldier”. Joe Letteri, Dan Lemmon, Daniel Barrett, Erik Winquist, “Dawn of the Planet of the Apes” (Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie). Stephane Ceretti, Nicolas Aithadi, Jonathan Fawkner, Paul Corbould, “Guardians of the Galaxy” (I Guardiani della Galassia). Richard Stammers, Lou Pecora, Tim Crosbie, Cameron Waldbauer, “X-Men: Days of Future Past” (X-men: Giorni di un futuro passato).

MIGLIOR SONORO 

Craig Mann, Ben Wilkins, Thomas Curley, “Whiplash”. John Reitz, Gregg Rudloff, Walt Martin, “American Sniper”. Jon Taylor, Frank A. Montaño, Thomas Varga, “Birdman”. Gary A. Rizzo, Gregg Landaker, Mark Weingarten. “Interstellar”. Jon Taylor, Frank A. Montaño, David Lee, “Unbroken”.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO 

Alan Robert Murray, Bub Asman, “American Sniper”. Martin Hernández, Aaron Glascock, “Birdman”. Brent Burge, Jason Canovas, “The Hobbit: The Battle of the Five Armies” (Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate). Richard King, “Interstellar”. Becky Sullivan, Andrew DeCristofaro, “Unbroken”.

MIGLIORI COSTUMI 

Milena Canonero, “The Grand Budapest Hotel”. Colleen Atwood, “Into the Woods”. Anna B. Sheppard, Jane Clive, “Maleficent”. Jacqueline Durran, “Turner”. Mark Bridges, “Inherent Vice”, (Vizio di Forma).

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA 

Frances Hannon, Mark Coulier, “The Grand Budapest Hotel”. Bill Corso, Dennis Liddiard, “Foxcatcher”. Elizabeth Yianni-Georgiou, David White, “Guardians of the Galaxy” (I Guardiani della Galassia).

MIGLIOR DOCUMENTARIO 

“Citizenfour”, di Laura Poitras. “Finding Vivian Maier”, (Alla ricerca di Vivian Maier), di John Maloof, Charlie Siskel. “Last Days in Vietnam”, di Rory Kennedy. “The Salt of the Earth” (Il sale della terra), di Juliano Ribeiro Salgado, Wim Wenders. “Virunga”, di Orlando von Einsiedel.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO

“Crisis Hotline: Veterans Press 1”, di Ellen Goosenberg Kent. “Joanna”, di Aneta Kopacz. “Nasza klatwa”, di Tomasz Sliwinski. “La parka”, di Gabriel Serra. “White Earth”, di Christian Jensen.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO 

“The Phone Call”, di Mat Kirkby. “Aya”, di Oded Binnun, Mihal Brezis. “Boogaloo and Graham”, di Michael Lennox. “La lampe au beurre de yak”, di Wei Hu. “Parvaneh”, di Jon Milano.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE 

“Winston” (Feast), di Patrick Osborne. “The Bigger Picture”, di Daisy Jacobs. “The Dam Keeper”, di Robert Kondo, Daisuke Tsutsumi. “Me and My Moulton”, di Torill Kove. “A Single Life”, di Joris Oprins.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.