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Nonostante il no del centrodestra passa all’ARS il Registro delle Unioni Civili

Il matrimonio di Mattia e Tonino a Taormina il 27 settembre scorso.
Il matrimonio di Mattia e Tonino a Taormina il 27 settembre scorso.

Con 50 voti favorevoli, 5 contrari e 15 astenuti la Sicilia è la prima Regione d’Italia a dotarsi di un Registro delle Unioni Civili.

I Comuni dell’Isola adesso hanno 6 mesi di tempo per adeguarsi, a meno che ( ma sono davvero pochi) non l’abbiano già fatto. Le coppie iscritte al Registro godranno degli stessi servizi (compresi quelli relativi all’assistenza sanitaria) delle coppie sposate.

Tagliato il riferimento alla formazione per l’educazione alle differenze con un emendamento del centrodestra, ma in compenso NCD e UDC hanno dovuto inghiottire il no dell’Aula al tentativo di rinvio e all’inserimento della definizione elenco al posto di registro.

A votare sì il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e il Cantiere Popolare, mentre il niet e le astensioni sono arrivate da UDC, NDC e Lista Musumeci. Da sottolineare che diversamente dal solito il presidente dell’ARS, l’UDC Giovanni Ardizzone, ha proclamato prima del voto che si sarebbe astenuto. Ma nonostante i deboli tentativi di ostruzionismo, il ddl è passato.

“In commissione abbiamo portato avanti un lavoro importante sul disegno di legge sulle unioni civili, ascoltando associazioni e rappresentanze di diverse categorie -sottolinea Antonello Cracolici (PD), presidente della Commissione Affari istituzionali all’ARS e relatore del ddl. Alla fine in Aula è prevalso il buonsenso. Abbiamo approvato una legge che per molti anni è stata considerata quasi un tabù.

Con il Registro delle Unioni Civili la Regione riconosce molti diritti alle coppie di fatto. Una legge concreta, una piccola grande rivoluzione nella vita di molte coppie di siciliani, che a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità culturale o religiosa finalmente vedranno riconosciuti diritti fino a ieri negati”.

“Un segnale di grande civiltà verso la tutela dei diritti e contro le discriminazioni che ancora sono perpetrate nel corpo della nostra società nei confronti di chi è considerato diverso per sesso, razza o per stato civile -commenta Mariella Maggio (PD), vicepresidente della Commissione Cultura all’ARS. Esistono delle discriminazioni anche nell’affitto della casa e lo stalking colpisce spesso in maniera più pericolosa i componenti delle coppie di fatto”.

“La norma approvata  è il frutto di un lavoro condiviso -dichiara il capogruppo PD Baldo Gucciardi. Con il suo gruppo parlamentare il Partito Democratico ha dato un contributo importante presentando un disegno di legge che è stato in buona parte assorbito dal testo finale. E’ una grande soddisfazione aver aggiunto un tassello di avanzamento civile e democratico al percorso di  sviluppo della nostra regione”.

“Si è portato a termine il percorso iniziato in questa legislatura con le associazioni che lavorano sul territorio e il lavoro di condivisione dei testi, avvenuto in I Commissione, prova che si può lavorare bene su norme di buon senso -dice Claudia La Rocca, parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle. La cultura alle differenze è fondamentale per la prevenzione a tutto ciò che tocca da vicino la vita quotidiana delle persone. Purtroppo, dagli interventi in aula è evidente che c’è ancora molto da lavorare in materia di diritti civili“.

“E’ una legge quasi a costo zero -puntualizza il capogruppo 5 Stelle Salvo Siragusa, che ha seguito passo passo il ddl in commissione- che utilizza principalmente risorse già disponibili e pone la pubblica amministrazione della nostra isola all’avanguardia per la tutela delle minoranze di qualsiasi categoria, caratterizzando la Sicilia come presidio di libertà e civiltà nella tutela dei diritti della comunità LGBT”.

“Rifondazione Comunista, da sempre vicino alla comunità LGBT saluta con entusiasmo il traguardo raggiunto con l’approvazione del ddl sulle unioni civili -sostiene Elvin Buda, componente la segreteria regionale del partito, con delega ai Diritti Civili. Confidiamo nell’acquisizione di questo provvedimento, migliorabile in alcuni punti, da parte delle altre Regioni, affinché sia da stimolo al lento legislatore in Parlamento. Il Paese ha bisogno di una normativa inclusiva e scevra da ogni ingerenza religiosa, che sappia stare al passo con l’evoluzione della società e che sia garante e promotore di diritti per tutte e tutti”.

Estremamente soddisfatto anche Rosario Duca, presidente di Arcigay Messina, che da anni di batte con forza per l’istituzione del Registro delle Unioni Civili in tutto il territorio provinciale. “Abbiamo vinto una battaglia importantissima che non riguarda solo la comunità LGBT -chiosa Duca- che comunque rappresenta il 7-8% dell’intera popolazione, ma tutti coloro che per motivi diversi decidono di vivere insieme. Mi dispiace non essere riuscito ad ottenere questo risultato qui a Messina, ma ormai non ha più importanza. Piaccia o no, il Comune dovrà adeguarsi entro sei mesi e noi avremo raggiunto ugualmente il nostro obiettivo.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.