Non mi interessano i consigli per gli acquisti

Giulia Arcovito

Questa afosa settimana di giugno è stata segnata da un avvenimento altrettanto caldo: è uscito il primo spot gay friendly nella storia della televisione italiana.

A rompere gli argini è stata la Findus, che per pubblicizzare i nuovi prodotti della linea 4 salti (gli ormai famosissimi piatti pronti precotti, con la novità che adesso non vanno più in padella ma nel micoroonde) mette in scena una cena a tre: Luca e Gianni invitano la madre di Luca, preannunciandole che sarà una serata piena di sorprese.

I due ragazzi iniziano a sfornare le pietanze, la madre apprezza, il clima è gioviale e rilassato. Dopo un bel piatto di tagliolini alla norma e mentre si diffonde nell’aria il profumo del risotto ai gamberetti,  Luca annuncia serenamente che “Gianni non è solo il mio coinquilino, è il mio compagno!”.

La madre non si scompone e ribatte con una carezza “Tesoro mio, l’avevo capito… ed è anche un ottimo cuoco!”. Risate, logo Findus, fine.

Ecco, questo avvenimento così importante nella storia del costume italiano mi

lascia parecchio perplessa e preoccupata. In che direzione stiamo andando? C’è ancora qualche possibilità di salvezza?

Lo spot parla chiaro nel mostrare una tendenza rovinosa che si sta estendendo a sempre più famiglie anche in un Paese come questo, dove a maggior ragione andrebbe evitata.

Insomma ormai è un dato di fatto: sempre più italiani si nutrono di robaccia. Confido in un’insurrezione delle alte sfere della gastronomia italiana. Invito i cittadini tutti a scendere in piazza a rivendicare i loro diritti più sacrosanti, con un coloratissimo e saporitissimo Spaghetti Pride. Auspico una ferrea resistenza alle diaboliche tentazioni del conservante.

Trovo sia fondamentale combattere tutti insieme per preservare i valori della famiglia tradizionale italiana. Già è bastato un attimo per ritrovarsi dalla cara vecchia brace ai 4 salti in padella. Bisogna stare attenti.

E mi stupisco che la Curia del Gambero Rosso non abbia pubblicamente mostrato il suo sdegno per il linguaggio improprio utilizzato nello spot. Perché “tagliolini al microonde”, sia ben chiaro, è una bestemmia.

Come atto di redenzione si prescrive l’ascolto di questo pezzo, almeno una volta al dì.  Amen.

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