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Non dite alla destra come lo fa la sinistra

Un piacevolissimo venerdì pomeriggio con le mie amiche. Tra un sorso di caffè lungo ed un commento ai risultati post elettorali siciliani (ebbene sì, le donne parlano anche di politica) le nostre amabili e caustiche disquisizioni virano sull’argomento uomini. Ci ritroviamo così ad approntare una lucida analisi sulle abitudini e preferenze ludico-sessuali dei nostri ex amanti, in base alla loro appartenenza politica.

Lo fanno meglio gli uomini di sinistra o quelli di destra? E’ più soddisfacente andare a letto con un comunista o con un fascista? Nonostante ogni donna abbia le proprie personalissime referenze, talvolta falsate da una promiscuità emotiva, esiste proprio un codice di comportamento sessuale legato ai diversi orientamenti politici.

Pertanto, aldilà dei luoghi comuni di gaberiana memoria, sono in grado di affermare quanto segue. Escludendo a priori il democristiano che fa sesso con la stessa passione canonica di un bollitore elettrico, il radicale che è radicale e va sempre fino in fondo, l’anarchico che è inaffidabile e come viene va via, illustro quanto emerso dalle esperienze mie e delle altre donne (stilate in base a sistemi maggioritari proporzionali e, talvolta, anche uninominali).

L’uomo di sinistra. Fa sesso in modo intellettuale, riflessivo, quasi karmico, è molto generoso nell’atto amoroso con particolare attenzione ai momenti preliminari che possono durare davvero tanto (anche quando noi preferiremmo un esproprio proletario diretto). L’amante di sinistra è per la parità tout court, lascia (troppo) spesso che siano le donne a prendere l’iniziativa, sincerandosi dialetticamente del livello di gratificazione della partner (va bene così? continuo? ti è piaciuto?). Per una sua coerenza ideologica, predilige sempre i rapporti vis a vis e, sempre per il suo backgroung un po’ sindacalista, è incline a prolungare la trattativa erotica il più a lungo possibile.

L’uomo di destra. Si galvanizza nell’atto amoroso e pompa come un mantice a ritmo scandito e quasi militare, tipo passo dell’oca. E’ più tipo da sveltina: vi apre galantemente la portiera dell’auto, per poi sbattervi dentro ai limiti della denuncia per atto osceno in luogo pubblico. Gestisce l’amplesso in modo maschilista e principalmente egoista: quando meno ve lo aspettate, vi prende alle spalle (…) senza chiedere “permesso”. Con il fascista, scordatevi il dolce su e giù alla maniera socialista, aspettavi piuttosto un ein, zwei, drei che termina esattamente quando decide lui.

Un capoverso a parte per la fellatio, di destra ab origine, è in realtà apprezzata dall’intero arco parlamentare e solo dalla postura dell’uomo che ne usufruisce si intuisce il colore politico: il fascista in posizione da duce (mani ai fianchi e testa alta), il comunista assorto come Che Guevara (in trionfo a Santa Clara). Tutti concordi, comunque, nell’affermare Hasta la fellatio siempre.

Se ambite al tipo maschio virile che sconosca i preliminari, ami il turpiloquio e garantisca una performance rigorosa, assicuratevi che abbia trascorsi nella fiamma tricolore o quantomeno sia un finiano. Se, di contro, siete più propense ad un sesso coinvolgente e molto democratico, al momento vi consiglio di fermarvi al massimo a un dalemiano (con quelli tesserati dopo la Bolognina dell’89 si rischia di venire confuse con l’esaltazione per i nuovi tesserati delle sezioni).

Posto che non siamo la Minetti e non somigliamo alla Bindi, ci toccherà ugualmente fare una piccola indagine sul potenziale fascista o comunista che intendiamo portarci a letto. E optare per la preferenza secca, il voto di lista, il voto di protesta. O, altrimenti, l’astensione.