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Nino Miloro: “Completa inosservanza delle regole”

Nino Miloro

E’ un fiume in piena Nino Miloro, ingegnere a “Messinambiente”. La pensione si avvicina e dopo tanti anni passati a cercare di far funzionare una macchina elefantiaca, non le manda a dire. “Il problema è strutturale -esordisce. Non abbiamo tutti gli uomini che dovremmo avere, non abbiamo mezzi, le risorse non sono sufficienti e grazie ai messinesi non abbiamo neanche la metà dei cassonetti che dovremmo avere”. 

Si spieghi meglio. “In organico ci sono 468 addetti ma tra uffici, servizi vari, raccolta e spazzamento nel servirebbero almeno 550. Abbiamo un parco mezzi che può contare su 200 macchine, ma sono tutte talmente vecchie e rovinate che ormai se ne possono usare davvero poche. La dotazione del 1998 prevedeva 3 mila cassonetti, che ci avrebbero coperto per 2 giorni e mezzo. Adesso, tra quelli distrutti volontariamente da chi li manomette o li incendia e quelli rovinati dall’uso sono solo la metà e ognuno costa mille euro, quindi di sostituirli non se ne parla. E poi le risorse: non si fanno investimenti da anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. 

Perché, 27 milioni l’anno non bastano? “Assolutamente no. Lo so che è una cifra altra, ma considerato che oltre alla città gestiamo anche i villaggi, tra investimenti e spese per il personale avremmo bisogno almeno di 35-40 milioni l’anno. Ce ne assegnano

27 e l’ATO 3 non  ci dà neanche quelli”. 

La città è ogni giorni più sudicia. Di chi è la responsabilità? “Innanzitutto nostra, perché dovendo dirottare personale già insufficiente per il trasporto dei rifiuti alla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea e dovendo fare i conti con malattie, legge 104 e quant’altro, lo spazzamento di fatto è saltato. Tra l’altro, tenga presente che le strade le dovremmo pulire con le macchine apposite, le spazzatrici, che sono 10 e sono ormai guaste. Peraltro, se l’amministrazione non mi fa l’ordinanza perché non parcheggino, come facciamo a pulire? Certo, a Milano hanno una macchina con un solo braccio che arriva anche dove ci sono auto parcheggiate, ma qui è una spesa improponibile. Ma è evidente che c’è una grossa responsabilità anche da parte dei cittadini, che buttano i rifiuti fuori orario e se non c’è posto invece di cercare un altro cassonetto lasciano tutto fuori. Che gettano per strada qualunque cosa e che a furia di tenere aperti i coperchi dei cassonetti li hanno distrutti”. 

Un’altra nota dolente sono i mercati. In altre città d’Italia a fine giornata è tutto perfettamente pulito, da noi c’è un tappeto di rifiuti. “Nei mercati facciamo lotte furibonde con gli ambulanti perché tengano pulito, ma è una guerra persa. Del resto, in altre città il compito è di chi gestisce la nettezza urbana, da noi è dei vigili: quindi è compito loro. Nella nostra città c’è una completa e totale inosservanza delle regole ed i risultati di questi comportamenti mi sembra che siano evidenti a tutti”.