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Niente stipendi all’ATM, Cacciola li promette per agosto

Stipendi ancora fermi ad aprile per i 598 dipendenti dell’ATM. Aumenta la tensione tra i lavoratori quando arriva la conferma che il dodicesimo di luglio che il Comune paga ogni mese all’Azienda Trasporti non è ancora stato liquidato e l’Orsa proclama lo stato di agitazione.

“Solo dopo pressioni del sindacato e dei lavoratori -dichiara Michele Barresi, segretario generale di Orsa Trasporti Messina- arriva l’impegno dell’assessore alla Mobilità Gaetano Cacciola. Via libera quindi alla liquidità e anche all’anticipo del dodicesimo di agosto. Per i lavoratori sono quindi in arrivo due tranche da un milione 70 mila euro ed il pagamento delle mensilità di maggio e giugno entro i primi di agosto”.

Ma in discussione c’è ancora il problema dei 400 mila euro che da due mesi a questa parte il Comune di Messina è obbligato a pagare alla Regione Sicilia per saldare un vecchio debito di 4

milioni e per il quale si attinge dal dodicesimo di Bilancio destinato all’ATM.

Un regalo d’addio dell’ex commissario straordinario Luigi Croce ai lavoratori dell’ATM. “E’ assurdo che i dipendenti dell’azienda Trasporti debbano pagare il corto circuito delle volontà politiche -aggiunge ancora Barresi. Con il milione 400 mila euro del dodicesimo si arrivava a malapena a pagare gli stipendi, ma adesso che grazie a Croce subiamo questo ulteriore taglio, la somma non basta neanche per coprire  le mensilità dovute ai lavoratori. E’ stata una scelta cinica, oltre che incomprensibile. A questo si aggiunge il comportamento inspiegabile della Regione, che non sta facendo nulla per arrivare ad una compensazione tra debiti e crediti. Alla luce di tutto questo, permane lo stato di agitazione”.

L’Azienda Trasporti vanta crediti nei confronti del Comune di Messina per 3 milioni 900 mila euro e dalla Regione Sicilia per 3 milioni 200 mila euro. Sulla base di queste somme ancora da incassare i sindacati chiedono la compensazione tra debiti e crediti, che eviterebbe un’ulteriore penalizzazione dei lavoratori dell’ATM, che da anni arrancano inseguendo il rispetto dei loro diritti.