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Niente stipendi, a Casa Serena riprende il presidio

I lavoratori in presidio

I loro stipendi sono fermi a ottobre e la cooperativa Azione Sociale, che pure ha incassato due fatture dal Comune per 640 mila euro complessivi, ne ha pagato solo uno. Per i lavoratori di Casa Serena, in casa integrazione a rotazione dall’inizio dell’anno, ancora una volta l’unica via d’uscita è la protesta.

E così hanno ripreso a presidiare la struttura. Nonostante il maltempo chi non è in servizio si alterna davanti all’entrata del pensionato.

“Non possiamo più andare avanti così -racconta Giovanni Andronaco. Dobbiamo avere tre stipendi e la tredicesima e non sappiamo più come fare. Ci sono colleghi che non possono più neanche usare la macchina perché l’assicurazione è scaduta e non hanno neanche un euro per pagarla. Giovanni Ammendolia, il presidente

della cooperativa, ci ha detto che non ci può pagare perché non ha liquidità e le banche non gli fanno credito, ma questo non può essere un nostro problema”.

Peraltro, il capitolato del bando di gara prevede che le cooperative paghino lo stipendi ai soci lavoratori e solo successivamente presentino la fattura all’incasso. In molti casi invece, come denunciano sindacati e lavoratori, le coop incassano senza avere erogato stipendi e, evidentemente, anche senza che gli uffici di Palazzo Zanca verifichino prima di liquidare le fatture se gli stipendi siano stati regolarmente erogati.

“Ma noi siamo stanchi di elemosinare presso amici e parenti per le spese quotidiane -aggiunge ancora Andronaco. Adesso abbiamo ripreso il presidio, ma se non avremo risposte entro breve tempo passeremo ad azioni di lotta molto più incisive. Anche perché vorremmo capire come mai la fattura di febbraio, da quanto ci risulta, sarebbe più alta rispetto a quella di gennaio di 52 mila euro: e anche questo è un aspetto sul quale fare chiarezza”.