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Nido di Camaro, Guerrera: “Inseriamolo nel Piano dismissioni”

Domenico Guerrera, presidente II Commissione

Dell’asilo nido di Camaro si è iniziato a parlare nel 1982. I lavori però, si sono fermati al rustico. Da allora, ciclicamente partiti, movimenti e consiglieri comunali e di Quartiere chiedono notizie, ma l’amministrazione resta sorda.

A distanza di oltre 30 anni, il consigliere comunale UDC Domenico Guerrera e Francesco Zaccone, presidente dell’associazione socio-culturale Monte Cumia -Valle Camaro presentano l’ennesima denuncia al commissario straordinario del Comune di Messina Luigi Croce e al responsabile dle Dipartimento Patrimonio.

“La contrada San Luigi di Camaro Inferiore -scrivono- è una zona ad alta densità abitativa, caratterizzata da un tessuto urbanistico disordinato, con immobili di nuova costruzione, vetusti fabbricati e baracche abitate, con gravi carenze igienico-sanitarie.

La zona è priva di adeguate strutture a supporto delle famiglie,che spesso vivono un serio disagio sociale. Un tentativo per dotare  l’area di una struttura da adibire a asilo nido per 40 bambini si è avuto nel lontano 1982, quando fu approvato il relativo progetto e si diede corso ai lavori, realizzando il rustico dell’immobile.

A distanza di circa 30 anni, la struttura dell’asilo nido, ubicata ai piedi

di un versante collinare retrostante delle baracche abitate e raggiungibile solo da una stradella sterrata, versa in una condizione di totale abbandono e incompleta.

L’area esterna che il progetto destinò al cortile è diventata una discarica a cielo aperto di materiali inerti di varia natura, compresi frammenti di lastre di eternit, catalogati come rifiuti tossici speciali e da smaltire in apposite strutture.

Il totale abbandono dell’opera sta pregiudicando la staticità dell’immobile, rendendo la struttura portante poco affidabile per l’ammaloramento del calcestruzzo e l’ossidazione dell’armatura metallica. Nel contempo, è un pericolo per i bambini della zona che per giocare accedono al fabbricato e all’area circostante priva di adeguata recinzione”.

Visto che la struttura è stata realizzata con soldi pubblici, che le casse di Palazzo Zanca non consentono di completarla, che la realizzazione dell’asilo nido sarebbe importante per le famiglie della zona, oltre a creare nuovi posti di lavoro, Guerrera chiede a Croce e al dirigente del Dipartimento Patrimonio di avere notizie rispetto alla richiesta delle somme necessarie per il completamento dell’opera.

Inoltre, in mancanza di prospettive immediate di finanziamento, Guerrera chiede se non sia “opportuno, prima che le strutture dell’immobile siano irrimediabilmente compromesse, inserirlo nel piano di dismissione per poter fare cassa e dare la possibilità ai privati di completare l’importante opera”.