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Navigazione, ecco il “gentlemen’s agreement”

Che tra RFI, Consorzio Metromare e Ustica Lines ci siano ottimi rapporti di vicinato non è un mistero per nessuno. Guardati a vista da sindacati e lavoratori, i tre vettori che gestiscono i collegamenti sullo Stretto a quanto pare hanno commesso qualche passo falso. A puntare il dito contro questa sorta di gentlemen’s agreement, un patto tra gentiluomini, è l’organizzazione sindacale O.R.Sa, che non le manda a dire e chiede provvedimenti immediati. 

 “Da tempo -spiega il segretario regionale Mariano Massaro– siamo costretti a registrare un’innaturale collaborazione tra RFI Bluvia, Ustica Lines e il Consorzio Metromare, peraltro costituito dalle altre due società. Le tre aziende, teoricamente in concorrenza per il traghettamento sullo Stretto, in realtà si comportano come socie di fatto e pongono in essere iniziative inopportune che appiattiscono la concorrenza, danneggiano l’utenza e limitano la già scarsa produzione della flotta ferroviaria. Nello specifico -prosegue Massaro- si verifica che le hostess di Metromare sconfinano all’interno del recinto ferroviario con l’intento di procacciare clienti da sottrarre alle navi del Gruppo FS. E nonostante le vibranti proteste del sindacato e le denuncie dei titolari di appalti che operano sulle navi RFI, la direzione ferroviaria non ha attivato alcuna iniziativa per tutelare l’azienda di Stato e porre fine a tale tattica di concorrenza sleale”. 

In una lettera inviata al ministro dei Trasporti Altero Matteoli, al direttore generale del settore navigazione del dicastero Enrico Pujia e all’Authority della Concorrenza, il sindacato mette nero su bianco le proprie perplessità. “L’ordine di servizio diramato il 29 giugno 2011 dalla direzione navigazione di RFI -scrivono i dirigenti sindacali di settore- sancisce un patto di collaborazione fra i tre armatori che penalizza la produzione della flotta ferroviaria a favore del Consorzio Metromare. Attraverso la sottoscrizione di un presunto “accordo commerciale” RFI ha accettato

l’estensione dei titoli di viaggio di Metromare che dall’1 agosto 2011 sono validi anche per traghettare con la navi della flotta ferroviaria. Quindi, attualmente un utente in possesso di biglietto Metromare, acquistato al costo maggiorato previsto per l’attraversamento veloce, può essere tranquillamente dirottato nelle lente navi ferroviarie senza che gli sia rimborsata la differenza di prezzo del titolo di viaggio. Ed è appena il caso di evidenziare che il servizio effettuato da Metromare è sovvenzionato dallo Stato. Quindi, a garanzia del diritto alla mobilità, i mezzi veloci dovrebbero far spola fra le due sponde anche in caso di totale assenza di passeggeri. Invece, grazie a questo accordo, in caso di poca presenza di viaggiatori Metromare può decidere di risparmiare carburante sopprimendo una corsa già pagata in parte con risorse pubbliche e dirottare sulle navi ferroviarie l’utenza che ha pagato il biglietto per l’attraversamento veloce”. 

Ma su banco degli imputati c’è soprattutto RFI, la controllata del Gruppo FS che gestisce la line ferroviaria e la navigazione. Senza mezzi termini, il sindacato chiede perché la società “continua ad assumere posizioni soccombenti nei confronti di un consorzio privato che dovrebbe interpretare come concorrente”. A rafforzare nell’organizzazione sindacale il sospetto di una collaborazione a senso unico, contribuisce l’assenza di reciprocità di utilizzo dei titoli di viaggio. In pratica, un viaggiatore che si muove con un biglietto Metromare può traghettare con le navi ferroviarie ma l’opzione opposta non è prevista perché il Consorzio non riconosce i biglietti di RFI e l’utente con biglietto FS che decida di utilizzare il mezzo veloce deve pagare la differenza.

“L’accordo pretenderebbe di facilitare la movimentazione di tutti passeggeri -proseguono i sindacalisti- ma si ha la netta sensazione che tutto sia organizzato per agevolare il consorzio privato a spese dell’utenza e della flotta pubblica”. Da qui la richiesta dell’O.R.Sa di chiedere l’intervento del ministero dei Trasporti e del Garante per la concorrenza.