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Nasce il Comitato Pinelli e incassa l’appoggio del Genio Civile

L'incontro con il Genio Civile al Pinelli

Mattinata di tensione al  Teatro Pinelli occupato. Funzionari della Digos di Messina si sono presentati intorno alle 10 accompagnati da un tecnico dei Vigili del Fuoco per nuovi accertamenti sugli occupanti e un’ispezione all’immobile.

Il blitz è  giunto dopo insistenti  voci di uno sgombero forzato che erano corse di bocca in bocca  in teatro già la sera precedente, durante l’incontro sul futuro della cittadella fieristica cui ha partecipato anche l’Ingegnere capo del Genio Civile di Messina Gaetano Sciacca.

“Al mio arrivo in teatro a metà mattinata -racconta Clelia, del collettivo degli occupanti- ho visto davanti al portone un’auto con tre uomini a bordo uno dei quali eseguiva riprese video dell’ingresso e di tutto l’edificio del Pinelli”. A questi, in un secondo momento se ne sono aggiunti altri due. Subito dopo gli uomini si sono allontanati per pochi minuti ritornando subito dopo con altri colleghi alla vista del teatro aperto. Una volta dentro, hanno proceduto all’identificazione dei presenti senza notificare atti o documenti a nessuno di noi”.

Lo sgombero del Teatro in Fiera più volte minacciato, non è comunque avvenuto. Il Collettivo del Pinelli ha potuto tirare un sospiro di sollievo e proseguire la propria attività. “Non lasceremo che quella che è una questione morale e politica di primo piano, la restituzione alla cittadinanza della cittadella fieristica attualmente chiusa, sia ridotta a mera questione di ordine pubblico -ha dichiarato Claudio Risitano, uno dei più attivi militanti dell’occupazione. La posta in gioco è la qualità della democrazia nella nostra città”.

Il Pinelli intende d’ora in avanti portare la propria vertenza anche sul terreno del confronto legale e istituzionale. Per questo si è recentemente costituito con tanto di bollo notarile in “Comitato Teatro in Fiera Pinelli Centro per l’Arte, la Cultura e la Ricerca -Bene Comune”. Fra gli obiettivi dichiarati del nuovo soggetto c’è “la promozione, in forma giuridica e politica, di tutti i collegamenti con le altre vertenze per i beni comuni necessari per il pieno riconoscimento della cultura come bene comune, inclusa l’occupazione di nuovi spazi riconosciuti come tali nella città di Messina o altrove, della piena valorizzazione, anche economica, della cultura e nella piena realizzazione dei precetti costituzionali”.

Il Comitato intende anche promuovere “iniziative di

studio, dibattito e formazione finalizzate alla ricerca ed elaborazione, autonoma ed indipendente, di proposte comuni di trasformazione sociale, economica e produttiva, culturale e politica, alternative allo stato di cose presente nella cultura ed ispirate ai principi di libertà ed eguaglianza, di democrazia e giustizia”.

Il modello al quale il Pinelli ha pensato di ispirarsi fin dai primi giorni dell’occupazione è quello degli scioperi alla rovescia promossi da educatori nonviolenti come Danilo Dolci. “Abbiamo riaperto l’ex Irrera a mare con la mitezza di sempre -ha precisato Claudio Risitano aprendo la discussione di venerdì scorso con l’ingegnere Sciacca. “Ci offende il paragone che è stato fatto fra noi e chi costruisce balconi o baracche abusive. Noi siamo fuori da qualunque logica di appropriazione privata di un bene comune. In un mese di vita abbiamo organizzato a costo zero una fitto calendario di iniziative. Quanto sarebbero costate se le avesse organizzate il Comune?”.

Gaetano Sciacca, Ingegnere Capo del Genio Civile

L’ingegner Sciacca dal canto suo, ha offerto un’importante sponda a questa visione. “Nonostante le critiche che ci vengono indirizzate quotidianamente -ha spiegato- noi continueremo a segnalare la necessità di un uso diverso del territorio”. Il dirigente ha ribadito che l’affaccio a mare di Messina “da Boccetta all’Annunziata, è di interesse strategico per la città e le sue attività”.

Ne va perciò rimodulato l’uso “a prescindere dalle titolarità delle aree. Mi farò portavoce presso la Regione -ha annunciato ancora Sciacca- di tutte le iniziative che possono andare nella direzione di riqualificare, destinare a verde pubblico, liberare porzioni di territorio. L’Autorità Portuale -ha precisato- può essere un interlocutore valido in quest’ottica, purché  condivida l’opposizione ad ogni concezione privatistica dei beni demaniali”.

Un percorso al quale il Pinelli contribuirà partendo dal patrimonio di esperienze accumulate nel primo mese di occupazione. Nei progetti degli occupanti, l’ex Teatro in Fiera può tornare ad essere un centro di produzioni culturali in modo permanente “senza essere ostaggio di progetti faraonici -dichiarano. Possiamo anche ristrutturarlo dal basso mettendo in rete competenze diverse”.

Per avviare questo progetto sarà aperta nei prossimi giorni una campagna di raccolta fondi attraverso forme di sottoscrizione popolare. Intanto, già lunedì prossimo si riunirà nuovamente sul palco del teatro il tavolo tecnico che lavorerà per rendere concreto quello che fino a ieri pareva solo un sogno di pochi.