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Musumeci sul palco con i ragazzi, il PDL messinese giù

Alle spalle di Nello Musumeci, per tutta la durata del suo comizio, non c’erano i volti (noti) del PDL messinese a sorridere al pubblico, seppure presenti in platea, ma i ragazzi e le ragazze della Giovane Italia.

Ragazzi a cui è andato, in primis, il ringraziamento del candidato alla presidenza della Regione che sta vivendo le ultime battute di una campagna elettorale iniziata, per lui, con un mese e mezzo in ritardo.

Ritardo che, temeva, avrebbe potuto penalizzarlo ma che, in realtà, gli ha consentito di “far tornare in piazza la Sicilia che non voleva votare”, quella porzione di elettorato che parla “un linguaggio moderato, centrista, cristiano e cattolico” tradita, secondo Musumeci, forse proprio dal partito che naturalmente avrebbe dovuto rappresentarla, l’UDC.

I giovani a cui “è

stato espropriato, tolto, sottratto il diritto al futuro, a disegnare il proprio progetto di vita”, ma più in generale il “popolo siciliano che non si arrende” sono i destinatari dell’appello di Nello Musumeci, cinquantasette anni, un passato di bancario prestato alla politica, ex presidente della Provincia catanese, ex deputato al parlamento europeo.

Mai “sfiorato dalla polvere del sospetto” nel corso della sua carriera politica, Musumeci si è definito “un candidato non ricattabile”, che ha sempre amministrato in modo pulito e onesto. Nel corso del suo intervento, durato un’ora, ha toccato i punti forti del suo programma: una “sanità a misura di malato”, la razionalizzazione dei progetti e della spesa ma soprattutto la riduzione delle indennità dei deputati e dei fondi a disposizione dei gruppi parlamentari. Taglio questo, che comporterebbe un risparmio di circa 12 milioni l’anno.

E visto che la cosa potrebbe riguardarlo direttamente, Musumeci ha annunciato anche la decurtazione del fondo riservato a disposizione del presidente della Regione, che ammonta a  500 mila euro.