Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Musica. La magia di Robert Plant ammalia la Sicilia

Robert_Plant_SiciliansLa voce potente e sensuale di Robert Plant che galvanizza il pubblico, le note dei suoi musicisti che echeggiano tra le colonne di marmo e il mar Ionio sullo sfondo che silenziosamente ascolta. Questa l’atmosfera che si è respirata al Teatro Antico di Taormina durante il concerto di Robert Plant. Il cantante dello storico gruppo dei Led Zeppelin si è esibito accompagnato dalla band Sensational Space Shifters in quella che è stata la terza e ultima tappa del suo breve tour italiano, insieme a Milano e Napoli. Dopo il preconcerto del pianista boogie-woogie Mike Sanchez, la trepidante attesa dei fan si conclude, quasi allo scoccare delle 10 di sera, con l’entrata sul palco del chitarrista Justin Adams che incomincia a strimpellare uno scanzonato e ritmato folk. Dal buio, con passo lento e felpato, entra finalmente Plant. Il pubblico è delirante.

Ogni strumento incomincia a vibrare inserendosi sulla linea melodica della chitarra e il cantante dà voce a quello che si rivela essere un classico del folk: Poor Howard. Fin dalla prima canzone risulta evidente il processo di contaminazione stilistica che la band ha voluto seguire: grandi classici del rock e del blues sono riadattati e divengono punti di intersezione per diverse scuole musicali, di diversi paesi e di diverse epoche. Così non sarà difficile ascoltare un brano che amalgami in un unico calderone hard rock, folk celtico, blues, ritmi africani, sonorità mediorientali ed elettroniche, con tale semplicità e bravura che la scarsa ora e mezza di durata del concerto diviene l’unico pretesto per cui lo spettatore possa storcere il naso.

La voglia di riadattamento non si ferma

nemmeno davanti ai grandi classici dei Led Zeppelin, che la band ripropone dando ad alcuni di loro nuova linfa e sapore. Così Black Dog si carica di nuove sfumature e di maggiore sensualità. Dazed and confused si amalgama al classico blues di Howlin’ Wolf No Place to go che ne fa da intro e assume connotati più hard rock. Whola lotta love è preceduta e succeduta, in un continuo flusso musicale, da I just want to make love to you e Hey! Bo Diddley, due blues songs. The Rain song, una delle canzoni più liriche e malinconiche dei Led Zeppelin, conserva ancora tutta la sua forza e Babe I’m gonna leave you è più sofferente che mai, grazie a Plant che non perde, attraverso la sua voce, la caratteristica di alternare momenti altamente sensuali ed energici ad altri strazianti e sofferti.

Una volta conclusa l’esecuzione di Whola lotta love Plant saluta il pubblico ed esce con tutta la sua band. Gli spettatori pretendono ad alta voce che lo spettacolo continui e urlano il nome del cantante che dopo qualche minuto ritorna accolto da urla di gioia.  La band suona un altro grande classico dei Led Zeppelin, Rock and roll, che manda questa volta il pubblico in completa defibrillazione. Nessuno si sottrae dal cantarne il ritornello. L’ultima canzone eseguita è infine Going to California, il dolce suono della chitarra acustica accompagna la struggente voce di Plant. Viene quasi da commuoversi. “In piedi sulla collina nella mia montagna dei sogni/Dicendo a me stesso che non è così duro/duro come sembra”, cosi recitano gli ultimi versi della canzone. Sulla collina del tempo, che fa la musica immortale, e sullo sfondo delle montagne e dei pendii dell’Etna dove le note sembrano disperdersi, in effetti l’oscurità della sera non sembra così dura grazie a Robert Plant.

Alessio Morello

Nato in Sicilia, adesso studente di cinema al DAMS di Roma. Divide le sue giornate fra introversione ed estroversione, vecchi film perduti, nuovi film sperduti, musica e lettura, il tutto rigorosamente mentre strimpella note discordanti alla chitarra. Si crede un esistenzialista con svariati dubbi universali in testa, che talvolta finisce per annegare nella baldoria di qualche pinta di troppo. Un pessimista pessimo. Vorrebbe differenziarsi e sfuggire dalla massa, ma forse è la massa che fugge da lui. Ponderato e istintivo al contempo, quando chiude gli occhi sogna fotogrammi in bianco e nero con un sottofondo rock 'n' roll.