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#Mostre. Inaugurata a Roma “Resistenza/1” per ricordare gli esclusi dalla Storia

Una delle sculture di Andrea Fogli
Una delle sculture di Andrea Fogli

“L’indifferenza opera potentemente nella storia, opera passivamente, ma opera”. Questa frase fu scritta da Antonio Gramsci nel 1917, in uno scritto lucidamente accusatorio e impegnato, senza tempo nella sua mirata invettiva contro il qualunquismo e la passività sociale. Emblematiche le parole che iniziano e concludono l’intervento, così forti da imprimersi in calce nella testa del lettore: “Odio gli indifferenti”.

Ma cosa è l’indifferenza? Essa aleggia imperterrita attraverso i secoli, i popoli, le coscienze: è il Fantasma della Storia. Ed è questo il titolo della mostra di Andrea Fogli, inaugurata il 25 Aprile al Museo di via Ostiense a Roma, che dà il via alla mostra Resistenza/1, ideata dallo stesso artista e condivisa con l’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Il fulcro centrale della mostra è costituita da un ciclo inedito di 59 sculture di volti in terracotta dipinta, ognuna simboleggiante un desaparecidos, un umiliato, un escluso dalla Storia. La scelta di inaugurare tutto ciò il giorno della Liberazione è emblematico: cosa hanno in comune la Resistenza e il dolore quotidiano che ai giorni nostri colpisce i migranti, i profughi, le vittime di politiche scellerate?

Andrea Fogli, le cui opere sono esposte in prestigiosi musei internazionali, ha l’obiettivo di contestualizzare la memoria. L’egoismo, elemento perseverante della nostra società consumista, che contraddistingue ormai il nostro comportamento e la cultura in generale, deve essere eliminato dalla volontà di testimoniare le verità nascoste della Storia, di promulgare l’avvicinamento e la necessità di incontro con il prossimo.

Questi volti, dai lineamenti marcati e sofferenti, da martiri, vogliono essere tutti insieme la concretizzazione materiale del Volto occultato e dimenticato dalla Storia. La scultura dà forma a coloro che non hanno voce, a cui è stata tolta la libertà di parola, la dignità di essere cittadini, di essere uomini.

L’impegno a ricordare e agire deve essere costante e prima di entrare nella sala delle sculture l’artista predispone degli interventi che chiariscono il contesto della mostra: immagini fotografiche di desaparecidos di ogni tempo e paese e 3 suggestive frasi, una delle quali appartenente al partigiano Pietro Benedetti.

È bene concludere con un’altra frase, tratta dal già citato scritto di Gramsci, che ottimamente suggella il discorso: “Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia”.

Alessio Morello

Nato in Sicilia, adesso studente di cinema al DAMS di Roma. Divide le sue giornate fra introversione ed estroversione, vecchi film perduti, nuovi film sperduti, musica e lettura, il tutto rigorosamente mentre strimpella note discordanti alla chitarra. Si crede un esistenzialista con svariati dubbi universali in testa, che talvolta finisce per annegare nella baldoria di qualche pinta di troppo. Un pessimista pessimo. Vorrebbe differenziarsi e sfuggire dalla massa, ma forse è la massa che fugge da lui. Ponderato e istintivo al contempo, quando chiude gli occhi sogna fotogrammi in bianco e nero con un sottofondo rock 'n' roll.