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#Mostre. “Capolavori che si incontrano” a Palazzo Sant’Elia, viaggio nel tempo e nello spazio

CaravaggioCapolavori che si incontrano a Palazzo Sant’Elia a Palermo è una mostra che di fatto si configura come un vero e proprio viaggio attraverso il tempo e lo spazio. Non a caso il percorso artistico inizia con tele del XV secolo e si conclude invece con dipinti più recenti (seconda metà del XVIII secolo) come quelli di Francesco Lojacono.

L’esposizione resterà aperta fino al 6 gennaio prossimo. E’ una collezione messa a disposizione dalla Banca Popolare di Vicenza, che raccoglie opere realizzate fra il 1400 e il 1700 in area veneto-toscana.

La mostra, curata da Fernando Rigon, include le opere di alcuni dei più importanti artisti italiani, che hanno di fatto rivoluzionato nel corso del tempo il modo stesso di concepire l’arte, quali Giovanni Bellini, Tintoretto e Michelangelo Merisi detto Il Caravaggio. 

CrocifissioneLe tele sono esposte nelle varie ali del palazzo, seguendo uno schema logico-tematico. Si inizia con i dipinti di tematica religiosa, raffiguranti la Vergine Maria con in braccio il Bambin Gesù , scene tratte dalla mitologia biblica e così via, sino ad arrivare alla fine del percorso artistico dedicato invece alla natura morta: vasi di fiori e cestini di frutta riprodotti nei loro più piccoli particolari.

Il pezzo forte tuttavia, rimane senza dubbio la tela, di medie dimensioni del Caravaggio, posta al centro del percorso e raffigurante la passione di Cristo. La peculiarità del dipinto, come in molte delle opere dello stesso Caravaggio, sta proprio nell’uso sapiente dell’alternanza di luci e ombre che contribuisce a rendere vivi, reali, i personaggi delle sue narrazioni.

 E’ giusto dunque rendere omaggio all’artista controcorrente per antonomasia, la cui opera è di fatto la maggiore attrattiva dell’intera mostra. Citando le parole di Victor Schoelcher a tal proposito:“Non è l’assenza di ogni difetto, ma la presenza d’eminenti qualità, che costituisce un temperamento e perfino un genio. Certi uomini, capaci di una foga indomabile, non possono rassegnarsi all’impeccabile saggezza della mediocrità.”