#Monte di Pietà. Ministeri: “È il palcoscenico estivo naturale di Messina. Il pubblico ci chiede di rafforzare la proposta e già lavoriamo per il 2016”

Il concerto degli ottoni dell'Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele
Il concerto degli ottoni dell’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele

Giuseppe Ministeri, del DAF – Teatro dell’Esatta Fantasia traccia un primo bilancio della stagione al Monte di Pietà a Messina, evidenzia le sinergie positive che si sono sviluppate e annuncia le prossime iniziative previste nello splendido sito monumentale.

Snocciola numeri, evidenzia la qualità degli eventi in cartellone, pensa e già progetta le prossime iniziative. Sempre vulcanico e pronto a rilanciare Giuseppe Ministeri, che in questa stagione del Teatro Vittorio Emanuele al Monte di Pietà ha proposto “Maratona Pinocchio”, la rassegna cinematografica con tema l’enogastronomia, oltre a curare il coordinamento organizzativo e altre specifiche azioni.

Ci si avvia alla conclusione degli eventi previsti al Monte di Pietà. “Sì, ormai siamo nel pieno della seconda metà del progetto previsto per il Monte, possiamo dire di aver fatto il giro di boa. Ma sono certo che il pubblico non vorrà perdersi gli altri appuntamenti, di grande qualità come quelli musicali programmati dal Maestro Giovanni Renzo, l’ultimo film della rassegna che abbiamo pensato per i più piccini ovvero Ratatouille, la prosa. Ma potrebbe non essere finita qui: sono in tanti infatti a chiederci la disponibilità del sito, anche per settembre. Non escludiamo insomma di aggiungere alcuni eventi speciali che arricchiscano ulteriormente il programma”.

Giuseppe Ministeri
Giuseppe Ministeri

Questo cartellone ha senz’altro riportato l’attenzione sul Monte di Pietà, spesso trascurato o comunque non considerato come dovrebbe dalla città. Lei che ne pensa? “Non c’è alcun dubbio sulla considerazione che fa. Il Monte di Pietà, con questa stagione di spettacoli e non solo, è tornato ad essere quello che ragionevolmente deve rappresentare: il teatro all’aperto dei messinesi, il sito privilegiato

degli appuntamenti estivi. Vorrei sottolineare, andando un po’ in controtendenza rispetto al più comune degli sport alle nostre latitudini cioè parlar solo delle cose negative che accadono, che questa rinascita del Monte di Pietà è frutto di una intelligente intuizione e collaborazione tra Enti quali in questo caso la Città Metropolitana di Messina (ex Provincia regionale), il Teatro Vittorio Emanuele e, ovviamente, l’Arciconfraternita degli Azzurri, titolare del sito. Non è cosa da poco, visti i tempi che viviamo”.

State già pensando al prossimo anno? “Proprio così. Ma ancor prima, nel periodo autunnale, proporremo dei significativi e pregevoli appuntamenti teatrali nello spazio coperto del Monte di Pietà, nel bellissimo quanto per certe cose assai funzionale transetto. Per metà settembre invece, abbiamo già previsto una riunione che tracci le linee essenziali del progetto per il 2016”.

Ha già qualche idea a proposito? “Le idee le hanno e le devono avere altri, non io. Dal mio punto di vista, e per ciò che mi compete, posso dire che se quest’anno abbiamo fatto 25 aperture in meno di due mesi, per il prossimo anno possiamo tranquillamente arrivare a 75 serate nell’arco di quattro mesi. Allora, a ragion veduta, il Monte di Pietà potrà esser divenuto, tornato il perno dell’estate a Messina”.

Ma non nota una eccessiva dispersione in città nel periodo estivo, quasi troppe cose sganciate tra loro trova? “Assolutamente sì. Ma non è un destino ineluttabile. Basterebbe parlarsi, facendo tutti un passettino indietro, per farne uno enorme in avanti. A questo proposito, le annuncio un altro tema su cui stiamo lavorando, in questo caso con il Messina Tourism Bureau. Far rivivere, far tornare l’Agosto messinese, ovvero mettere a sistema tutto ciò che comunque, nonostante le difficoltà, si svolge in città (in centro storico o spesso nelle più vive e intraprendenti periferie). Pensi alla Vara ad esempio, ma non raccontata tra di noi, con tema “diretta RTP sì, RTP no. Piuttosto, una Vara che si sviluppi sul web, in modo organizzato, con un diretta RAI magari, d’altronde, le ha mai viste le dirette televisive nei pomeriggi agostani su RAI 1? Cosa hanno in più di noi? Allora, a lavoro”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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