#Modica. Giovanni Robustelli omaggia Carmelo Bene con le sue opere

riccardo III+vetro par1 RobustelliDomenica 11 ottobre alle ore 19 nella Galleria Lo Magno di via Risorgimento a modica si inaugura Il più cretino, Mostra personale di Giovanni Robustelli, a cura di Giuseppe Lo Magno.

Quindici le opere in mostra, per lo più acquerelli. I lavori di Robustelli, come scrive la curatrice Elisa Gradi nel testo che accompagna la mostra, si muovono tra pittura figurativa e astrazione.

Il titolo della mostra, tratto da un monologo di Carmelo Bene nel film da lui diretto nel 1968 Nostra Signora dei Turchi, allude a quello di semplicità e innocenza, di istupidimento che sconfina nell’abbandono e nella contemplazione visionaria e mistica.

“Il titolo

di questa mostra – spiega Robustelli – è anche riflesso su di me, sullo stesso auspicio di Carmelo Bene, giocando anche sulla provocazione del ridicolizzarmi, per mostrare il fianco, per non scherzare come gli adulti ma giocare come i bambini”.

Robustelli 35enne di Vittoria è pittore, illustratore, sperimentatore. Si è formato artisticamente a Genova, avviando proficue collaborazioni con gallerie d’arte, curatori e critici tra la città della Lanterna e Milano. Di recente la sua artistica si è orientata verso performance cinestesiche, dove le note del sax del jazzista Francesco Cafiso o l’orchestra di sapori nei piatti dello chef Ciccio Sultano si fondono con il suo gesto pittorico. Le sue opere fanno parte di varie collezioni private italiane ed estere.

La mostra resterà aperta fino al 14 novembre, visite tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, chiuso la domenica.

 


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Armando Montalto

Tra la metà dei Novanta e i primi Duemila ha cambiato città, paese e occupazione con la rapidità di un colibrì. Insomma, questo quarantenne messinese, dopo aver fatto consegne a Canal Street, parlato in nome della UE, letto Saramago, tirato sassi sul Canal Saint Martin e bevuto fiumi di birra ha deciso. Tornare a casa, mettere su famiglia e la testa a posto. Oggi si divide tra libri, mare e famiglia. Intanto, prova a scrivere e a raccontare Messina.

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