Minacce di morte ad avvocato del Barcellonese, macellaio di Falcone condannato a 10 anni

Tribunale giustiziaMinacce di morte, diffamazione sui social e appostamenti continui, ma adesso l’incubo è finito. I giudici della Corte d’Appello di Messina hanno confermato la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nei confronti di un macellaio di 58 anni, condannato a 10 anni, 3 mesi e 18 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una penale di 50 mila euro.
L’imputato era accusato di una serie di condotte persecutorie e minacciose nei confronti di un noto avvocato del comprensorio barcellonese e di persone a lui vicine. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini e del successivo dibattimento, l’uomo avrebbe rivolto ripetute minacce di morte al professionista e ai suoi familiari, generando nella vittima un profondo stato di ansia e timore.
Tra gli episodi contestati figurano pedinamenti, appostamenti e persino l’installazione di un dispositivo di localizzazione sotto l’auto dell’avvocato. Gli atti processuali evidenziano come la parte offesa abbia vissuto per lungo tempo sotto una costante pressione psicologica.
Nel corso del processo è stato inoltre riferito che la compagna del legale, all’epoca in gravidanza, avrebbe subito un aborto spontaneo in un contesto caratterizzato dal forte stress derivante dalle minacce e dalle intimidazioni denunciate.
Secondo l’accusa, all’origine della vicenda vi sarebbe il sospetto, poi rivelatosi infondato, che il professionista intrattenesse una relazione con una donna vicina all’imputato. Da tale convinzione sarebbero scaturiti comportamenti definiti dagli inquirenti ossessivi e persecutori.
Durante il dibattimento sono emersi ulteriori elementi, tra cui tentativi di coinvolgere terze persone nei pedinamenti, minacce che sarebbero state pronunciate anche durante l’esecuzione di misure cautelari relative ad altri procedimenti, oltre all’invio di lettere anonime ritenute riconducibili all’imputato. Nelle missive si formulavano accuse nei confronti dell’avvocato, di un maresciallo dei Carabinieri e di altri cittadini residenti tra Barcellona Pozzo di Gotto e Falcone.
L’accusa ha inoltre contestato l’utilizzo dei social network per denigrare il professionista e una donna coinvolta nella vicenda. Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo avrebbe anche cercato di ottenere la collaborazione di detenuti affinché attentassero alla vita del legale, senza però riuscirvi, e avrebbe tentato di coinvolgere un esperto di intercettazioni e informatica, che si sarebbe sottratto alle richieste.
La Procura aveva chiesto una condanna a 16 anni e 6 mesi di reclusione, oltre a una multa di 105 mila euro. Il Tribunale aveva inflitto una pena inferiore, ritenuta comunque adeguata alla gravità dei fatti accertati. Decisione che adesso è stata integralmente confermata dalla Corte d’Appello di Messina. La parte civile è stata assistita dagli avvocati Tommaso Calderone e Gabriella Caccamo. La difesa dell’imputato è stata sostenuta dagli avvocati Sebastiano Campanella e Salvatore Silvestro.