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Milazzo, dissesto alle porte e in Comune è stato di agitazione

Il Comune di Milazzo

La dichiarazione di dissesto è alle porte ma il sindaco Pino prende tempo sulla stabilizzazione dei precari. L’assemblea dei lavoratori della FP Cgil del Comune di Milazzo dichiara lo stato di agitazione.

Messo sotto pressione dall’ex prefetto Alecci, che ha dato un ultimatum concedendo 20 giorni di tempo, il Consiglio comunale dichiarerà ufficialmente il dissesto il 9 novembre prossimo. A pagare, come sempre in questi casi, soprattutto i cittadini ed i lavoratori. I primi perché aumenteranno tasse ed imposte e diminuiranno i servizi, i secondi, se precari, perché la dichiarazione di dissesto prevede dei paletti molto rigidi anche per quanto riguarda il numero di unità del Comune che è in default rispetto al numero di abitanti.

“Secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Interno -spiega Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil- per il Comune di Milazzo il rapporto è di 1 a 122. Stando ai dati Istat ,la popolazione di Milazzo si attesta a 32.601 abitanti. Quindi, l’attuale dotazione organica comunale, composta da 311 unità, dovrà essere ridotta a 267 . Tale riduzione garantirà i 195 dipendenti a tempo indeterminato, ma taglierà fuori tutti i lavoratori precari ancora in attesa di stabilizzazione. Infatti, per i 149 precari contrattualizzati a 24 ore  e per i 25 a 18 ore,  è necessaria  una previsione di 112 posti full time. Invece, se ne potranno avere solo 72 e all’appello mancano 40 posti. E questo, senza tener conto del personale delle partecipate. Ma i precari non possono essere messi in disponibilità, sia perché fuori dalla dotazione organica che perché incidono sulla finanza dell’Ente solo per il 20% del loro stipendio, che pari al valore di 22 posti”.

Clara Crocè, segretario generale FP Cgil di Messina

Il 6 luglio scorso, il sindacato si accordò con la Giunta Pino rispetto alla rideterminazione della pianta organica e sul piano triennale del fabbisogno del personale. Passaggio indispensabile per la stabilizzazione dei precari. L’assessore al Bilancio Midili sottoscrisse l’accordo con le organizzazioni sindacali, assumendo contestualmente l’impegno di trasmettere gli atti alla Commissione per la Finanza e gli organici degli Enti Locali.

Passata l’estate, il 10 ottobre la FP CGIL inviò una nota al sindaco per chiedere notizie rispetto al proseguimento dell’iter. Conoscendo i tempi dell’amministrazione, il sindacato ha dato 10 giorni di tempo per fornire i chiarimenti richiesti, ma anche se di giorni ne sono passati 20, dal palazzo comunale tutto tace. Il sospetto, è che la pratica per la stabilizzazione dei precari sia rimasta al palo.

“Probabilmente -aggiunge la Crocè insieme a Nino Cammaroto, responsabile Enti Locali- l’amministrazione sta facendo quanto ha già dichiarato agli stessi contrattisti nell’incontro dello scorso 18 giugno. In pratica, confida nelle previsioni contenute nel Testo Unico degli Enti Locali rispetto alla gestione delle eccedenze, ha ben chiaro che dovrà ridurre la dotazione organica a 266 unità per cinque anni, sa che non ci sarà la possibilità di stabilizzare tutti e conta sulla proroga. Per quanto ci riguarda invece, rispetto al TUEL ed alla riduzione della pianta organica, il comma 10 dell’articolo 259, tanto invocato dall’Amministrazione Comunale, da un’attenta lettura sembrerebbe riferirsi alla necessità della gestione delle eccedenze dopo la rideterminazione della dotazione organica e la Regione Sicilia, che è a statuto speciale, ha la possibilità di  intervenire ponendo a proprio carico gli oneri per la copertura dei posti. Resta da vedere se per il Comune di MIlazzo questa strada sia percorribile considerando che non ci saranno eccedenze di personale a tempo indeterminato e che i precari sono fuori dalla dotazione organica. Se l’amministrazione avesse avviato in tempo le procedure di stabilizzazione, avremmo avuto le eccedenze di personale e sarebbe stato possibile chiedere l’intervento della Regione, che peraltro ha già in carico l’80% del costo dei precari, in merito alla gestione delle eccedenze”.

In ogni caso, per la FP Cgil la stabilizzazione di tutti i precari è possibile, perché i paletti imposti dalla legge sono tre (il rispetto del Patto di Stabilità, il rapporto spesa corrente e spesa del personale e la riduzione della spesa del personale previsto dalla legge 296 del 2006), tutti rispettati dal Comune di Milazzo.

Secondo la FP Cgil, un provvedimento che non comporta variazioni di spesa è finanziariamente compatibile, visto che il costo sostenuto dall’amministrazione per i precari prima e dopo la stabilizzazione sarà uguale. “Con il vantaggio -spiegano ancora Crocè e Cammaroto- che una volta stabilizzati i precari il contributo erogato dalla Regione sarà caricato sul Patto di Stabilità della stessa Regione. Ma grazie all’immobilismo della Giunta Pino, non sappiamo come stiano le cose perché il Comune di Milazzo non ha trasmesso gli atti. Inoltre, la proroga su cui confida l’amministrazione potrebbe essere una boccata di ossigeno per tirare a campare. Ma finito l’ossigeno c’è la canna del gas. La proroga è sinonimo di precarietà, la certezza è la stabilizzazione. E poi, com’è possibile parlare ancora di rapporti a tempo determinato in presenza di rapporti di lavoro che ormai durano da 25 anni senza soluzione di continuità grazie alle leggi varate nel tempo?”.

Tutta da vedere anche l’incognita dei 25 contrattisti ex Fondo Nazionale, per i quali la Regione Siciliana ancora non ha ancora dato risposte rispetto alle risorse economiche  necessarie per la stabilizzazione o la prosecuzione dei contratti. Il 18 giugno scorso il sindaco e l’assessore al Personale hanno dichiarato che al Comune di Milazzo non si perderà alcun posto di lavoro. resta da vedere come sarà possibile, visto che voci sempre più insistenti raccolte dai sindacati danno per certe imminenti difficoltà nell’erogazione degli stipendi dei dipendenti comunali, che non percepiscono il buono pasto da un anno.