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Metromare, Cgil, Cisl e Uil Trasporti scrivono al presidente Napolitano

Come abbiamo anticipato questa mattina, la Ustica Lines è pronta a uscire dal Consorzio Metromare e ad interrompere il collegamento veloce tra Messina e Reggio Calabria. Nel pomeriggio arriva la lettera che i segretari generali dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil Pino Foti, Enzo Testa e Silvio Lasagni hanno scritto al presidente della Repubblica e al ministro dei Trasporti.

“Il prossimo 28 giugno scadrà il contratto di servizio per il collegamento marittimo veloce passeggeri nello Stretto di Messina -scrivono i tre dirigenti sindacali. Per le caratteristiche di collegamento interregionale, tra Sicilia e Calabria, il servizio é a totale carico del ministero che però non ha finora impegnato le risorse necessarie e, quindi, non ha bandito per tempo la nuova gara.

Le regioni interessate hanno intavolato per mesi tavoli di confronto ma ciò non è valso a far recedere il ministero dai suoi propositi, se è vero che l’unica proposta in campo, fin dallo scorso marzo, è rimasta quella di un impegno di soli 3 milioni di euro per proseguire il servizio fino a dicembre.

Se raffrontati ai circa 25 milioni che il ministero impegnò in tre anni per questo collegamento, la somma  di 3 milioni di euro appare oggi logicamente insufficiente e, soprattutto, mostra in realtà come vi sia la precisa volontà di cassare definitivamente questo servizio.

La società Ustica Lines S.p.A., che insieme a Bluferries del gruppo RFI S.p.A., hanno dato vita a Metromare per gestire finora quei collegamenti, ha appena comunicato che a queste condizioni, dal prossimo 28 giugno, licenzierà il personale e toglierà i battelli dallo Stretto.

Se non avverranno fatti nuovi, dunque, da quella data le linee potrebbero essere gestite solo da Bluferries che, con i soli 2 battelli a disposizione, si troverebbe nell’oggettiva impossibilità di garantire contemporaneamente le linee per Villa San Giovanni e per Reggio Calabria, sacrificando molto probabilmente l’ultima di queste.

Come è facile prevedere il dramma occupazionale ed economico che si profila, già a partire dai prossimi giorni, andrà ben al di là dello stretto ambito societario e coinvolgerà, oltre al turismo, l’intera popolazione di lavoratori e studenti che vive tra le due sponde, senza contare gli effetti devastanti del mancato collegamento con la Città di Reggio Calabria e con il suo aeroporto.

Il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini all’interno del territorio nazionale non può essere una variabile indipendente, e lo Stato ha il preciso dovere di tutelare, in un territorio già fortemente colpito dalla crisi, quei livelli minimi di vivibilità,requisito fondamentale per la convivenza civile e democratica.

Chiediamo pertanto un immediato intervento da parte delle istituzioni, affinché venga urgentemente ripristinato il servizio e sia così restituita serenità ai lavoratori, agli utenti ed all’intera popolazione di questa area”.