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Metromare a rischio, l’Orsa: intervengano Regione e politici

Scomparsi i fondi dal Governo nazionale al nuovo bando di gara e negate dal ministero dei Trasporti anche le risorse per una proroga temporanea, il servizio Metromare è seriamente a rischio. Il sindacato Orsa chiama in causa la classe politica siciliana ed il Governo regionale perché intervengano immediatamente per garantire la continuità territoriale tra Messina e Reggio Calabria e minaccia proteste eclatanti insieme ai Comitati Pendolari.

“Il servizio di attraversamento marittimo dello stretto svolto dal Consorzio Metromare potrebbe fermarsi il prossimo 27 giugno -avvertno il segretario generale dell’Orsa Mariano Massaro, il responsabile Orsa Trasporti Michele Barresi ed il responsabile Orsa Navigazione Nino D’Orazio- quando scadrà l’appalto in essere, mettendo a rischio l’unico collegamento pendolare veloce di cui fruiscono oltre cinque milioni di passeggeri l’anno e l’occupazione di 40 lavoratori marittimi delle società Bluferries ed Ustica Lines.

Già lo scorso novembre lanciammo l’allarme, denunciando la mancanza di risorse destinate al rinnovo del bando di gara del servizio Metromare. Successivamente l’approvazione di un emendamento al Decreto Legge Crescita 2 del 2012, presentato dall’onorevole Enzo Garofalo, permise di garantire le risorse finanziarie necessarie per la continuità del servizio marittimo pendolare sullo Stretto anche nel triennio 2013/2016, individuandole in un fondo destinato al trasporto pubblico locale.

Su sollecitazione della Regione Calabria il ministero ha confermato che tali risorse, seppur deliberate non sono più disponibili perché probabilmente ed inspiegabilmente dirottate altrove dal Governo”.

Attualmente quindi, non c’è alcuna copertura economica né per il nuovo bando né per una proroga del servizio fino al prossimo 31 dicembre come ha richiesto la Regione Calabria. Il bando in scadenza, aggiudicato al Consorzio Metromare (costituito dalla partecipata del Gruppo

FS Bluferries e dalla società privata Ustica Lines, che con il suo 60% è l’azionista di maggioranza) prevedeva un servizio triennale con una spesa di 25 milioni di euro.

“In più occasioni -puntualizzano i tre dirigenti sindacali- abbiamo evidenziato che in termini quantitativi il servizio svolto non era adeguato alle esigenze dell’area dello Stretto e che le risorse stanziate erano insufficienti a garantire un numero adeguato di corse tra le due sponde. fatto questo, che ha anche determinato il fallimento del collegamento con l’aeroporto di Reggio Calabria”.

Solo la Bluferries ha chiuso il 2012 con una perdita netta in bilancio di 600 mila euro. Cifra peraltro destinata ad aumentare a causa delle ultime modifiche legislative sugli sgravi fiscali per il noleggio di mezzi navali .

“Ci auguriamo un intervento incisivo della politica e del nuovo assessore regionale ai trasporti Nino Bartolotta -aggiungono Massaro, Barresi e D’Orazio- e che si faccia fronte comune tra le Regioni Sicilia e Calabria per garantire la continuità territoriale sullo Stretto, pretendendo che le risorse statali già approvate e misteriosamente svanite siano destinate al traghettamento veloce pendolare, procedendo in tempi brevi all’emissione del bando di gara necessario a dare continuità al servizio oggi svolto da Metromare.

Il Governo non può, come vorrebbe fare, scaricare gli oneri del traghettamento interamente sulle Regioni penalizzando ulteriormente aree già fortemente depresse. Il tutto in spregio al diritto costituzionale alla continuità territoriale e ad un servizio pubblico di carattere sociale di cui deve essere lo Stato a farsi carico. Speriamo che la Regione Sicilia intervenga anche presso il ministero della Coesione territoriale per reclamare pari opportunità e pari trattamento rispetto alle altre regioni d’Italia. Come Orsa non permetteremo che un servizio fondamentale sia messo in discussione  da logiche governative che da anni negano risorse ed investimenti infrastrutturali nei trasporti necessari a questo territorio”.