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Messinambiente, i lavoratori: l’azienda non ci paga la cessione del quinto dello stipendio

I lavoratori di Messinambiente durante una protesta

I disagi di una famiglia monoreddito sono tanti e nella maggior parte dei casi drammatici.

Ben lo sanno i lavoratori messinesi coinvolti in decine di vertenze, con i soldi che arrivano a singhiozzo, ma non coprono tutti i buchi delle loro ristrette finanze.

Dramma nel dramma è quello di chi ha sottoscritto la cosiddetta cessione del quinto. Il meccanismo è semplice: deleghi il tuo datore di lavoro al pagamento della finanziaria, cedendo fino a un quinto del tuo stipendio. Ma cosa succede se lo stipendio non è canalizzato sul conto corrente o addirittura non sono versati i pagamenti alla finanziaria?

E’ il caso di molti lavoratori della Messinambiente, che avendo ceduto il quinto del proprio salario adesso rischiano il pignoramento delle case e l’accumulo di debiti e interessi.

“Sono tanti i dipendenti che hanno questo problema -dichiara Saro Scudellà, rappresentante sindacale CGIL per Messinambiente. L’azienda non paga alla finanziaria le rate del debito contratto. Fortunatamente nei prossimi giorni saranno liquidate due mensilità, che non sono tutte ma quanto meno si tampona il problema”.

I lavoratori sono ormai allo stremo, perché oltre ad arrancare per far fronte alle necessità quotidiane, si trovano affossati dai debiti. “Ho ben 8 rate non versate alla finanziaria -racconta Enrico C. Ovviamente la responsabilità per loro è mia, non dell’azienda che trattiene i soldi ma non adempie ai pagamenti. E’ una vera e propria truffa. Grazie a questa situazione non posso fare più prestiti perché risulto un cattivo pagatore. Mia moglie per fortuna lavora, altrimenti non avremmo saputo come mantenere i nostri due figli. Ma cosa faremo se la situazione dovesse aggravarsi e dovessero arrivare gli ufficiali giudiziari?”.

Anche Vittorio G. ha ricevuto l’avviso dalla propria finanziaria. “Mi contestano di non aver pagato 7 mensilità, ma è l’azienda che trattiene i soldi e non paga. Siamo macchiati per una colpa non nostra e rischiamo di essere inseriti nelle liste GRIF”.

Far parte di queste liste equivale a essere considerati cattivi pagatori e come tali non si potrà chiedere un prestito per 5 anni. “Per il momento non siamo a questi livelli, ma anche quando presentiamo la nostra busta paga in cui appare chiaramente che siamo in liquidazione, nessuno vuol farci un prestito -continua Vittorio G. Io pago l’affitto, ma molti dei miei colleghi rischiano le procedure esecutive sulle case che hanno comprato con mille sacrifici”.

Ed anche arrivare a fine mese è davvero un’impresa: “ Mia moglie non lavora e ho due figli iscritti al liceo. Pensi che ho dovuto comprare in ritardo i loro libri per la scuola perché prima non ho avuto possibilità. Ci aiutano la chiesa, i familiari, gli amici ma fino a quando andrà avanti così? Stiamo cercando degli avvocati perché la responsabilità dei mancati pagamenti non è nostra”.

L’insolvenza dei debiti contratti dai lavoratori non certo l’unica pecca di cui si macchia l’azienda, se si considerano le mensilità arretrate e il mancato versamento del TFR (Trattamento di fine rapporto), che molti non ricevono dal 2009.

“Non solo abbiamo la trattenuta sullo stipendio da parte dell’azienda, ma dal 2009 non ci versano neanche il TFR- ci racconta Paolo T. Presenterò una denuncia per appropriazione indebita. Ho già parlato con il segretario nazionale CGIL Adriano Sgrò, sperando che possano fare qualcosa, perché noi non abbiamo nessun interlocutore per rivalerci sull’azienda. Io ho due figli, un mutuo da pagare e mia moglie non lavora. Ci aiutano i nostri genitori, ma non si può continuare così. Io ho una dignità e non posso andare sempre a chiedere aiuto”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.