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Messinambiente, da domani niente più viaggi in discarica

Un gruppo di lavoratori di Messinambiente

Di Maria le dimissioni le ha in tasca ed è pronto a consegnarle, a Trimboli saranno chieste ufficialmente durante l’assemblea che il commissario straordinario Luigi Croce ha già annunciato che convocherà a stretto giro di posta, ma da domani la raccolta rifiuti si trasformerà in emergenza.

Sia la ditta che effettua il trasporto alla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, che le altre due che hanno venduto ed affittato i mezzi hanno deciso di bloccare la raccolta.

“Fino ad oggi ho ottenuto dilazioni su dilazioni dalla Seap -spiega Armando Di Maria, commissario liquidatore di Messinambiente- ma ormai l’unica cosa da fare è pagare. Mi hanno detto che quelli di oggi sono stati gli ultimi viaggi alla discarica fino a quando non daremo loro quanto dobbiamo, intorno al mezzo milione di euro. La Tec Servizi che ci noleggia dodici mezzi piccoli e con la quale siamo in arretrato di 260 mila euro mi ha detto che tra domani e dopodomani se li riprenderà e lo stesso farà la Farid, che ci ha venduto 6 mezzi. In sei mesi non siamo mai riusciti a pagare una rata e dobbiamo versare intorno ai 100 mila euro. Tra l’altro, queste ditte sono state pazienti e si sarebbero accontentate anche di acconti. Ma in questo momento non sono in grado di garantire neanche questi”.

Intanto questa mattina Di Maria si è incontrato con Croce e con l’esperto per le partecipate Dalmazio a Palazzo Zanca. Per consegnare le sue dimissioni? chiediamo. “No, per capire come affrontare questa emergenza. La mia lettera è pronta e Croce lo sa. Ma in questo momento bisogna risolvere il problema di come garantire la raccolta rifiuti. Poi, se mi dimetterò io o se Croce chiederà le dimissioni di Trimboli, lo vedremo quando l’emergenza sarà passata”.

Intanto i segretari generali dalla FP CGIL e della FIT CISL Clara Crocè ed Enzo Testa hanno scritto a Croce per chiedergli un incontro in merito alla querelle tra ATO ME 3 e Messinambiente.

“Riteniamo scrivono  Clara Crocè e Enzo Testa -che sia  utile un momento di confronto finalizzato alla messa in sicurezza il sistema della gestione dei rifiuti.

L’irregolarità del DURC della società Messinambiente SpA, che oggi è elemento di criticità, purtroppo, è solo uno dei numerosi punti di  criticità, che deve essere affrontato con decisione e risolto in via strutturale. Non è possibile  continuare a procedere in questo modo -scrivono i due sindacalisti. Non si può affrontare il credito INPS oggi, domani il fornitore del gasolio e gli stipendi dei  dipendenti che legittimamente rivendicano il mese di ottobre, dopodomani altri fornitori e così via di giorno in giorno. Appare urgente ed improcrastinabile reperire ulteriori disponibilità economiche. Non si può pretendere di fare andare avanti un sistema cosi complesso con acconti sempre meno consistenti e con costi così abnormi da soddisfare. La Messinambiente è creditrice di oltre 11.761.028,80 di euro, relativi ai soli costi dell’anno in corso e deve ancora ricevere 20 milioni 800 mila euro per i costi inerenti gli anni dal 2005 al 2011.

Essendo enorme la consistenza di tali crediti è facile comprendere la sofferenza della società Messinambiente e dei lavoratori  che negli ultimi anni sono stati costretti ad assicurare il servizio di raccolta con enormi sacrifici. Le cifre sottratte alla società Messinambiente sono consistenti e grazie alla circolare emanata nei giorni scorsi  dal Governo Regionale il Comune di Messina può accedere ai fondi della legge 11 del 2010 per ripianare i debiti con l’ATO.  Infatti, secondo quanto disposto dalla circolare, le risorse saranno assegnate per i prossimi cinque anni e dovranno essere restituite in vent’anni.

Chiediamo un incontro urgente -concludono Clara Crocè ed Enzo Testa. La società Messinambiente è al collasso, mentre tra i lavoratori aumentano i momenti di tensione a causa del mancato pagamento dello stipendio del mese di ottobre e della precarietà con la quale devono comunque assicurare il servizio. In mancanza di risposte  la mobilitazione dei lavoratori sarà inevitabile”.