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Messinambiente, Croce chiede tempo e rinvia a giovedì

I lavoratori di Messinambiente durante il corteo di stamane

Messinambiente ed Atm sono soltanto i volti più “noti” di quella che già da tempo ha assunto i contorni netti di una crisi sociale senza precedenti. Secondo dati riferiti da Clara Crocè, segretario generale della FP CGIL, sarebbero infatti intorno a 3 mila i lavoratori (cui oggi si vanno ad aggiungere anche i dipendenti del Comune di Messina) che vedono a rischio i propri stipendi.

Una situazione apparentemente irreversibile, che quanto prima i sindacati riuniti porteranno all’attenzione del prefetto Alecci, perché rappresenti al governo nazionale lo stato di crisi vissuto dalla città dello Stretto.

L’ultimo atto di questa ormai paradossale vicenda si è giocato stamane, davanti ai cancelli di Palazzo Zanca, dove al termine di un corteo partito dall’autoparco municipale, sono giunti numerosi ed agguerriti i dipendenti di Messinambiente. Da due mesi senza stipendio, hanno chiesto a gran voce un incontro con il commissario straordinario Croce. Quest’ultimo ha dato immediatamente la propria disponibilità ad incontrare una rappresentanza di sindacati e lavoratori salvo, però, rinviare a giovedì mattina la precisa indicazione sull’impiego delle somme, a dire il vero piuttosto esigue, attualmente a disposizione delle casse comunali.

Giovedì dunque, fatti salvi i diritti di tutti quelli che attualmente stanno vivendo il problema della mancata retribuzione, Messinambiente forse riceverà l’ennesimo aiuto, che se non si individueranno soluzioni definitive per uscire da una crisi ormai cronica, protrarrà di qualche mese l’agonia di una delle partecipate più discusse di Palazzo Zanca.

Sarà dunque la priorità dei servizi da garantire il criterio che guiderà l’azione di Croce, che utilizzerà le somme a disposizione tentando in primis di tamponare le emergenze. Su tutte, appunto, la raccolta dei rifiuti.

Rimane però ancora insoluto il nodo principale della questione, ovvero come garantire la continuità del servizio. Come sottolineato da Armando Di Maria, commissario liquidatore di Messinambiente, dal gasolio per l’alimentazione degli automezzi all’acquisto dei materiali, giornalmente amministratori e dipendenti devono far fronte a problemi pratici che rendono difficoltosa la regolarità del servizio.

Ed anche i mezzi dell’ATM oggi, sulla scia dello sciopero nazionale dei trasporti indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa Cisal a causa del mancato rinnovo del contratto scaduto nel 2007, hanno ridotto il numero delle corse, garantendo solo i servizi essenziali. La tramvia, invece, ha assicurato quasi con regolarità i collegamenti tra un capolinea e l’altro.