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#Messina. Variante di salvaguardia, Fera boccia De Cola

Peppe Fera, docente di Urbanistica all'Università di Reggio Calabria
Peppe Fera, docente di Urbanistica all’Università di Reggio Calabria

Come era prevedibile, stante almeno alle notizie di stampa, la Variante di salvaguardia del Piano Regolatore Generale è stata restituita al Comune di Messina dalla Regione Sicilia perché priva della indispensabile procedura della Valutazione Ambientale Strategica. La VAS è stata introdotta nella legislazione degli stati europei con la direttiva 42/2001 e successivamente recepita dal governo italiano e dalle singole Regioni e prevede che tutti i piani e i programmi della pianificazione territoriale e della destinazione dei suoli (e mi sembra che una Variante di PRG faccia parte di questa categoria) debbano essere sottoposti obbligatoriamente a tale procedura. Per i piani e programmi che determinano “l’uso di piccole aree a livello locale e per le modifiche minori dei piani e dei programmi” (non mi sembra il caso della Variante, che trasferisce da una parte all’altra del territorio comunale migliaia di metri cubi edificabili) occorre comunque procedere a una verifica di assoggettabilità prima di decidere che la procedura di VAS non è necessaria. Come si vede, dunque, il principio introdotto dalla UE è che tutti i piani devono essere sottoposti a VAS, compresi quelli che riguardano piccole aree, a meno che solo per questi ultimi non si dimostri, mediante adeguata verifica, che la procedura di VAS non è necessaria.

Da dove siano uscite fuori le stravaganti posizioni sostenute in questi mesi dall’assessore Sergio De Cola e dai suoi dirigenti dell’Ufficio urbanistico, che la procedura di VAS non era necessaria è un assoluto mistero. Se esistono norme diverse da quelle che ho appena citato, l’assessore De Cola e l’architetto Schiera ce lo facessero sapere e siamo sempre pronti a fare mea culpa. Altrimenti, dobbiamo supporre che entrambi sono fautori di una nuova forma di urbanistica di carattere creativo, in cui le leggi e le norme non solo possono essere interpretate a piacimento, ma addirittura inventate di sana pianta. O piuttosto, e mi sembra una ipotesi più probabile, nel loro comportamento la creatività non ha nulla a che vedere, ma le loro scelte sembrano il frutto di un difetto di competenza, accompagnato da una discreta dose di presunzione. Solo la presunzione infatti può aver sostenuto la pervicacia con cui assessore e

tecnici comunali sono andati avanti per la propria strada a dispetto delle innumerevoli prese di posizione di studiosi e interi Ordini professionali, che hanno più volte messo in guardia l’assessore dal proseguire sulla strada intrapresa.

Nulla da fare! L’ingegner De Cola ha inteso proseguire diritto verso l’ennesima bocciatura e figuraccia a dispetto delle quali lo stesso continua a rimanere al proprio posto e i dirigenti (mi auguro di essere smentito) finiranno con l’intascare anche una ricca indennità di risultato. Ma fosse solo un problema di magra figura e di soldi dei cittadini buttati ce ne faremmo anche una ragione. La questione è che grazie anche al prezioso lavoro svolto in questi mesi dall’intero assessorato, la città è ormai in ginocchio: edilizia ferma, imprese che chiudono, edili in cassa integrazione. Milioni di euro e opportunità che si perdono, mentre il degrado nei quartieri periferici avanza e ancora migliaia di cittadini messinesi abitano in baracche in condizioni che gridano vendetta.

Insomma, una serie di indiscutibili successi a seguito dei quali mi auguro che per il bene della città l’ingegner De Cola decida di tornare a occuparsi della propria attività professionale. Altre volte ho evidenziato la singolarità di un’amministrazione comunale che pervicacemente si ostina, caso unico in tutta Italia, a portare avanti la redazione di non uno ma ben due strumenti urbanistici generali (una Variante generale al PRG esistente e un PRG ex novo), riuscendo in tal modo a non ottenere alcun risultato positivo. La variante di salvaguardia ha raccolto ben due bocciature, mentre del nuovo PRG non se ne sa più nulla a dispetto delle tonnellate di demagogia su partecipazione e cambiare Messina dal basso.

Come abbiamo più volte sottolineato, riteniamo si debba procedere in modo serio e senza pasticci alla redazione di una Variante generale del PRG (lasciamo perdere la demagogia sulla salvaguardia e chiamiamola per quello che è), che nell’inibire ogni forma di edificazione in aree attualmente agricole sia in grado di orientare l’attività edilizia verso il recupero delle parti più degradate del tessuto urbano. Tale variante, come previsto dalla legge, sarà orientata e guidata nelle scelte da una Valutazione Ambientale Strategica che ne verifichi gli obiettivi e ne valuti la coerenza interna e la compatibilità degli stessi nel loro impatto con le condizioni dell’ambiente e del paesaggio e in primo luogo con le condizioni di rischio sia sismico che idrogeologico, come sottolineato a suo tempo dal parere del Genio Civile.

Peppe Fera

Ordinario di urbanistica, Università Mediterranea di Reggio Calabria