Messina, tutto pronto per le dimissioni anticipate della Giunta Basile-De Luca-Puccio

MESSINA. Conto alla rovescia per la Giunta Basile-De Luca-Puccio (in ordine rigorosamente alfabetico).
Stando ai rumors degli ambienti politici cittadini, ieri sera sarebbero già state preparate le dimissioni di Federico Basile e di tutti gli assessori.
Il primo cittadino avrebbe dato disposizioni agli uffici preposti prima di partire per Roma, prestando peraltro il fianco a critiche feroci visto il suo doppio ruolo di sindaco di Messina e di sindaco della Città Metropolitana: con il disastro degli ultimi giorni gli impegni presi precedentemente si sarebbero potuti annullare.
Invece no. Basile ha scelto di partire, lasciando non si è ancora capito a chi il coordinamento delle operazioni post ciclone, mentre c’è chi sottolinea che pur essendo sindaco metropolitano non si sia fatto vedere in tutti i Comuni colpiti dal feroce maltempo.
Tornando alle dimissioni, per far andare al voto Messina nella prossima tornata elettorale di primavera evitando un commissariamento troppo lungo, dovranno essere rese pubbliche entro il 31 gennaio e confermate nei 20 giorni successivi, ripetendo il copione del 2022, quando De Luca abbandonò Messina dimettendosi il 14 febbraio, dopo avere promesso dieci anni di amministrazione, per inseguire il sogno della presidenza della Regione.

L’addio anticipato dell’esecutivo di Palazzo Zanca è nell’aria dall’anno scorso, ma fino a poche settimane fa centrodestra e centrosinistra dormivano un sonno che principessa Aurora scansati. Adesso sembrano essersi svegliati e le grandi manovre per individuare il candidato del centrodestra sono già iniziate, con Tommaso Calderone, deputato di Forza Italia, che ha già messo i puntini sulle “i”: o si va uniti in tutti i Comuni al voto, a partire da Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, oppure ognuno per sé e Dio per tutti.
Nel centrosinistra, invece, tutto tace. Troppo impegnati ad attaccare la costruzione del ponte sullo Stretto, Meloni e Trump e a difendere i palestinesi che hanno votato i criminali tagliagole di Hamass, il dittatore Maduro e la Groenlandia, faranno come hanno sempre fatto da quando Francantonio Genovese non è più il dominus del PD: troveranno una soluzione rabberciata dell’ultimo minuto e perderanno ancora una volta. Il candidato ideale sarebbe Felice Calabrò, che ha competenza, esperienza e capacità di tessere rapporti anche con l’opposizione, ma il rischio di vincere li spaventa e quindi meglio continuare a sbagliare.
