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#Messina. Trasferiti i 93 minori profughi dimenticati dal Comune

Il prefetto di Messina Stefano Trotta (Foto Paolo Furrer)
Il prefetto di Messina Stefano Trotta (Foto Paolo Furrer)

I 93 profughi minorenni dimenticati da mesi dal Comune di Messina nella tendopoli del PalaNebiolo hanno un posto tutto per loro.

Grazie alla determinazione del prefetto di Messina Stefano Trotta, oggi pomeriggio le porte dell’IPAB Conservatori Riuniti-Scandurra in via San Sebastiano si sono aperte per accoglierli.

A gestire la struttura il raggruppamento temporaneo di imprese Senis Hospice. I locali, ristrutturati a tempo di record per i ragazzi che nelle ultime settimane sono stati ospitati nella ex Caserma Gasparro di Bisconte, sono destinati all’accoglienza dei profughi che richiedono protezione internazionale e sono di competenza dell’RTI dopo il bando dello scorso aprile della Prefettura.

Nonostante le ripetute e continue richieste della Prefettura di Messina all’Amministrazione Accorinti perché si prendesse cura dei profughi minorenni come prevede la legge, per mesi Palazzo Zanca ha ignorato qualsiasi appello. Anche quello lanciato in aula dal consigliere comunale Gino Sturniolo.

Sulla vicenda, il mese scorso il sindaco Renato Accorinti si è limitato a farsi scudo della circolare Morcone, dimenticando la gerarchia di leggi, normative e affini e sostenendo che la questione non è di competenza delle amministrazioni comunali. Salvo poi, ovviamente, essere clamorosamente smentito da chi ha competenza in materia.

A quel punto, vista anche l’allerta meteo, il prefetto Trotta ha preso in mano la situazione e con un provvedimento straordinario il 31 ottobre scorso ha disposto il trasferimento dei minori “per rimuovere -come si legge in una nota di Palazzo del Governo- la situazione di convivenza e promiscuità con gli altri migranti adulti ospitati, allora, nel centro universitario di Contrada Conca d’Oro”.

Dalla Prefettura puntualizzano che il soggiorno dei giovanissimi profughi nel centro di via San Sebastiano “è finalizzato a dare una migliore accoglienza ai migranti minori non accompagnati, ma è comunque da intendersi limitata al tempo strettamente necessario al reperimento di strutture deputate alla loro ospitalità”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.