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Trappola per disabili

A Messina i disabili sono cittadini senza voce. Nonostante le molte onlus che si battono per i loro diritti, la meta è ancora lontana. La lotta contro le barriere architettoniche va avanti da tempo, ma a giudicare da quello che si vede, da qualche parte deve esserci stato un corto circuito. 

Quelle che l’ipocrisia linguistica chiama diversamente abili, quasi a volerle nascondere sotto il velo del “siamo tutti uguali”, invece sono persone che ogni giorno subiscono difficoltà, umiliazioni e problemi di ogni genere. E oltre a dover fare i conti con la propria situazione, si trovano a vivere in una città che li ostacola e che impedisce loro di vivere la vita normale di cui hanno diritto. 

Girando per la città, non è raro vedere la carrozzina di un portatore di handicap costretta a fermarsi perché bloccata da ostacoli insormontabili. Non solo quelli strutturali come scale prive dello scivolo previsto per legge o marciapiedi troppo alti e quindi inaccessibili, ma anche le tantissime auto che, invadendoli per tre quarti, arrestano il percorso di chiunque. E quando gli scivoli ci sono, non è raro che siano ostruiti da auto parcheggiate proprio dove pedoni e disabili dovrebbero poter passare senza problemi. 

Ingiustizie gravi, che ledono la dignità personale. “I problemi sono sempre gli stessi -puntualizza rassegnato il presidente dell’Associazione Senza Barriere Nino Morabito– ma non si fa nulla di concreto per risolverli. Come associazione, organizziamo spesso incontri che hanno l’obiettivo di sollecitare l’amministrazione comunale a mobilitarsi. Non sempre i lavori richiesti sono realizzati e, se ciò avviene, nella maggior parte dei casi si tratta di lavori fatti male. Ci siamo rivolti spesso anche  alla Commissione Edilizia per riesaminare delle autocertificazioni che risultavano incomplete -continua Morabito. Aspettiamo i lavori di adeguamento a piazza Cairoli e alla villetta Sabin. Faremo verifiche e agiremo dove ci sarà possibile. Siamo pur sempre un’associazione di volontari ed abbiamo i nostri limiti.”   

Dario Caroniti, assessore ai Servizi Sociali, attribuisce tutte le responsabilità di questa situazione mai risolta agli uffici tecnici comunali. “La nostre competenze si fermano all’assistenza domiciliare ai disabili -spiega e Messina si distingue positivamente in Sicilia per questo impegno. Abbiamo portato avanti diversi progetti importanti in favore dei disabili, soprattutto per facilitare il loro inserimento nel mondo del lavoro, permettendo loro una vita il più normale possibile. Le problematiche delle barriere architettoniche non sono di nostra competenza. Possiamo solo limitarci a segnalare la presenza di eventuali difficoltà agli uffici tecnici e sperare che le risolvano”. 

In questo rimpallo delle responsabilità, il Comune è stato però notevolmente solerte quando si è attivato ed ha intimato alla famiglia di una ragazza gravemente disabile che vive in via Santa Marta di

eliminare lo scivolo che le consentiva di uscire di casa. Il motivo? La mini passerella era da considerarsi “occupazione abusiva di suolo pubblico”. Come sempre in questi casi, di fronte all’indignazione generale l’amministrazione di Palazzo Zanca è stata costretta a fare marcia indietro, ma un episodio del genere è esemplare rispetto a quanto ci sia ancora da fare. E il problema non è solo nelle stanze del potere. Anche fuori non è che vada meglio. Sono troppi, ancora, coloro che ritengono che non sia molto grave parcheggiare negli spazoi riservati ai portatori di handicap. Ignari, forse, che con la loro indifferenza possono rovinare la giornata ad una persona disabile, costretta magari a rinunciare alla propria passeggiata o ad altri impegni. 

Simona, disabile trentacinquenne, si è ritrovata incastrata con la carrozzina fra il muro ed una macchina parcheggiata sopra il marciapiedi. Solo dopo diverso tempo è riuscita a liberare la sedia dalla scomoda posizione ma, umiliata ed arrabbiata, ha preferito rinunciare a fare la spesa, come aveva inizialmente programmato. 

R. è invece la madre di un ragazzo disabile, per nulla autosufficiente. Nella sua lotta quotidiana si è spesso consolata con la fede ma, quando ha deciso di portare il giovane ad assistere alla messa presso la chiesa del suo quartiere è stata costretta a ritornare indietro. Non aveva fatto i conti con le scale dell’edificio. Senza uno scivolo adatto non ha avuto alternative. 

Anche in centro la vita è scomoda per i portatori di handicap. Basta dare un’occhiata a piazza Cairoli per comprendere quali siano le difficoltà cui si va incontro se la si deve attraversare su una carrozzina. Ogni decina di metri c’è un ostacolo che costringe ad una deviazione di percorso, che siano le banchine del marciapiede troppo alte o le rotaie del tram. Anche sul viale San Martino sono davvero pochi i locali ed i negozi che rendono agevole l’entrata delle carrozzine e pure in questo caso l’attraversamento della strada è faticoso e pericoloso. 

Il 29 luglio scorso, durante una conferenza a Palazzo dei Leoni, l’A.N.A.Di.M.I. (Associazione Nazionale Assistenza Disabili Ministero Interno) ha presentato l’iniziativa di un Censimento Nazionale delle Barriere Architettoniche in Sicilia, con l’obiettivo di fornire soluzioni idonee e razionali. Dalla realizzazione di scivoli tutelati e visibili in corrispondenza con i passi pedonali, gli uffici pubblici e le attività commerciali all’adeguamento dei bagni per disabili, dalla sostituzione degli ascensori inadeguati all’installazione di quelli nuovi nei condomini e in tutti gli edifici pubblici e privati.