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#Messina. Il TdL rimette in libertà Pippo Capurro

Pippo Capurro
Pippo Capurro

Stop agli arresti domiciliari per Pippo Capurro, l’ex consigliere comunale di Forza Italia coinvolto nell’Operazione Matassa, l’inchiesta relativa al voto di scambio durante le elezioni del 2012 e del 2013, nel corso della quale il 12 maggio scorso sono state arrestate 35 persone. Ventisei sono state condotte a Gazzi, tra questi anche il consigliere di Forza Italia ed ex capogruppo del PD Daniele David, ora ai domiciliari, mentre per Capurro e altre 8 persone erano stati disposti i domiciliari. Il Tribunale della Libertà, presidente Antonino Genovese, ha annullato il provvedimento disposto il 12 maggio scorso. Soddisfatti i difensori dell’ex consigliere comunale, gli avvocati Daniela Agnello e Nino Cacia. Ulteriori sviluppi nei prossimi giorni, quando il GIP si pronuncerà sulle ulteriori richieste di arresto avanzate dalla Procura del tribunale di Messina. “La

decisione adottata dal TdL che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare accogliendo il riesame proposto per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, restituisce (seppure in parte) la serenità a Giuseppe Capurro -dichiarano gli avvocati Agnello e Cacia. In attesa di leggere le motivazioni che dovranno essere stese a breve, si può soltanto ipotizzare che il Tribunale abbia riconosciuto l’insussistenza della gravità indiziaria, così come prospettato nella memoria difensiva da noi presentata. Giuseppe Capurro è sempre stato un uomo impegnato in politica e nel sociale, a disposizione di tutti i cittadini, ma ha sempre lavorato con grande dignità e spirito di sacrificio nell’interesse delle fasce più deboli, nell’interesse del rinnovamento e del risanamento della città. Al tribunale è stata offerta, al pari di quanto fatto innanzi al GIP durante l’interrogatorio di garanzia, la possibilità di fare chiarezza sulla vicenda politico giudiziaria che ha coinvolto il Capurro, per il quale rimane invariata la primitiva valutazione difensiva di assoluta irrilevanza penale delle condotte contestate nell’ordinanza custodiale”. (foto da FB)