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#Messina. Tasse universitarie alle stelle: la rivolta degli studenti

Manifestazione di studenti per il diritto allo studio e al lavoro (Foto Paolo Furrer)
Manifestazione di studenti per il diritto allo studio e al lavoro (Foto Paolo Furrer)

“xke 600 euro col ca@@o Ke glieli do… nn ho mai pagato così tanto… unim@@da”. Questo post potrebbe essere la sintesi di quello che pensano gli studenti dell’Ateneo di Messina dopo la notizia degli aumenti delle tasse universitarie, che in molti casi sono raddoppiate.

E ancora: “La segreteria è di un’incompetenza disarmante, ci sono certi assistenti che si sentono tre min@@ie e mezzo e ti inc@@@no all’esame per capriccio o per invidia. Certi “Professori” che stanno lì solo perché danno anche il c@@o. E nei bagni manco un mosso di carta igienica. VERGOGNA!”.

Tanti, troppi i post simili a questi. Segno di un disagio profondo da parte degli studenti. A leggerli sembra di essere in un girone dantesco: professori (non tutti, si spera e aspettiamo i loro commenti) che fanno il bello e il cattivo tempo, che arrivano in ritardo a lezioni ed esami e che gli esami li annullano il giorno stesso nel quale sono stati fissati, così gli studenti che vengono da fuori o magari da altre province se ne devono tornare indietro senza avere concluso nulla.

Per non parlare di chi inserisce nel programma di studio i propri libri, che i ragazzi devono ovviamente acquistare. In alcuni casi è un obbligo, in altri una scelta, ma resta il fatto che sarebbe meglio evitare.

E poi le segreterie che funzionano a singhiozzo o sulla buona volontà del singolo, i servizi igienici spesso in condizioni indecenti senza sapone, carta e magari anche con le porte prive di serrature. L’elenco è lungo e dà una sola certezza: chi si è laureato oltre 20 anni fa e legge questi post ha l’impressione di essere salito sulla macchina del tempo. Solo che adesso ci sono i social e fare rete e denunciare è più facile.

Intanto Ciccio Torre di Atreju spiega in una nota che “nell’incontro tenuto oggi tra l’Amministrazione e tutte le rappresentanze studentesche abbiamo ottenuto due importantissimi risultati: proroga della rata di marzo a una data compresa tra il 20 e il 30 aprile (domani l’Università comunicherà la data esatta) e l’immediata convocazione della Commissione Tasse nella prossima settimana con l’obiettivo di rimodulare le fasce di reddito e diminuire le tasse anche per questo anno accademico.

Tutti i rappresentanti e le associazioni studentesche (o quasi) stanno lavorando in maniera unitaria, diffidate di chi vuole farsi campagna elettorale e intestarsi i meriti del lavoro svolto: non si gioca con i soldi degli studenti!

Fiduciosi in un esito positivo del lavoro in Commissione Tasse, terremo tutta la popolazione studentesca informata dell’evolversi dei fatti. Pronti, nel caso in cui il confronto non dovesse avere un esito positivo, a tutelare gli studenti nelle sedi e nelle forme opportune per affermare con forza che l’Università pubblica non deve essere un #dirittoallostudio”.

In uno dei tanti post una ragazza ha scritto che se davvero ci saranno questi aumenti, anche se le mancano pochi esami non potrà laurearsi. Speriamo che non succeda. Altrimenti sarebbe un fallimento per l’intera comunità e non solo per l’Università di Messina.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.