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#Messina. Stabilizzazione precari, la FP Cgil a Le Donne: “Delibera indecente”

 

Protesta precari Provincia FP Cgil 12-5-2015 bUna condanna inappellabile quella della FP CGIL di Messina al segretario generale Antonio Le Donne per la delibera di stabilizzazione dei precari di Palazzo Zanca proposta da quest’ultimo, che prevede contratti di appena 14 ore settimanali e comunque non per tutti i 298 lavoratori.

Appuntamento stamane alle 9 davanti al Comune per protestare contro il provvedimento approvato dalla Giunta Accorinti. “E’ arrivata l’ora della mobilitazione dei precari -dichiara il segretario generale della FP CGIL Clara Crocè. E’ impensabile accettare una delibera che di fatto taglia fuori 135 lavoratori di categoria C, che il fantasioso segretario generale e l’intera Giunta considerano come una appendice.

Il risultato della delibera sarà quello di portare alla fame 180 lavoratori che si vedranno ridotto l’orario di lavoro  da 18 o 24 ore a 14 ore la settimana e che mette a rischio la

posizione di 135 lavoratori, che sono stati considerati a parte con una promessa di stabilizzazione da effettuare nel 2018 e con quale norma non è dato conoscere.

Una vera opera di magia nera quella messa in atto dal segretario generale. Ha superato anche il  Mago di Oz e per non presentarsi con una delibera da 11 ore, ha pensato bene di tagliare 135 dipendenti.

I nostri legali stanno valutando di adire le vie legali -aggiunge la Crocè- per chiedere la condanna di Le Donne per comportamento antisindacale visto che è stata adottata una delibera immediatamente esecutiva. Una città metropolitana che porta avanti un esempio di stabilizzazione di questo tipo non può definirsi tale. Il sindaco Accorinti dovrebbe provare rossore.

Non è accettabile un provvedimento che comporterà il disastro non solo per i precari del Comune di Messina ma anche per quelli degli altri Enti locali. Mentre il primo cittadino non sa ancora cosa fare se non pensare al Tibet, stamane faremo capire cosa significa difendere il proprio lavoro e la propria dignità occupazionale”.