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Messina soffoca nell’amianto. La denuncia di Libero Gioveni, che chiede interventi immediati al commissario Croce

Fondo Fucile, una delle zone con più aree da bonificare

La legge che ha messo al bando l’amianto è del 1992, ma a distanza di oltre 20 anni Messina vive ancora una situazione di emergenza a causa della presenza sul territorio di questo pericolosissimo materiale.

Le palazzine popolari ed il territorio comunale ne sono ancora pieni e sono necessari nuovi bandi per la bonifica delle aree contaminate. La richiesta-denuncia è del consigliere UDC del III Quartiere Libero Gioveni, che richiama all’ordine il commissario straordinario del Comune di Messina Luigi Croce, cui spetta il compito di tutelare la salute dei cittadini.

“Ancora tante, troppe, sono le quantità di amianto presenti nel territorio comunale o quelle giacenti nelle palazzine popolari di Comune o IACP in cui necessiterebbero interventi radicali di bonifica -spiega Gioveni.

Di lastre di eternit, vecchi serbatoi, pannelli, canne fumarie, tettoie, coibentazioni di tubature ve ne sono ancora a iosa, senza considerare naturalmente le numerose bombe ecologiche presenti nelle baraccopoli cittadine, a partire da Fondo Fucile.

E se da un lato l’inciviltà di molti cittadini non ha davvero limite nel compiere quelle inqualificabili azioni di deturpazione ambientale attraverso la deposizione del nocivissimo materiale un po’ dove capita, dall’altro molti altri chiedono invece che le istituzioni facciano la propria parte per venire incontro alle loro sacrosante necessità di potersene finalmente disfare a norma di legge.

Parecchie sono state e continuano ad essere le istanze di quegli inquilini di alloggi popolari angosciati nel dover ancora sopportare in terrazza la presenza dei vecchi serbatoi d’amianto utilizzati in passato per l’approvigionamento idrico interno alle abitazioni”.

Ma insieme al Comune sul banco degli imputati c’è anche l’Iacp di Messina, visto che solo di rado sono intervenuti o intervengono per effettuare le operazioni di prelievo e smaltimento.

Che l’amianto provochi una malattia mortale, l’asbestosi, è cosa risaputa, eppure in città si continua a convivere con questa pericolosissima sostanza, nell’indifferenza di enti ed istituzioni che dovrebbero tutelare la salute della collettività.

Libero Gioveni, consigliere UDC III Quartiere

Alcuni anni fa l’ex assessorato al Risanamento tentò di bonificare diverse zone grazie ad un finanziamento del ministero dell’Ambiente, che portò all’avvio di progetti ed alla pubblicazione di un bando che permise a molti privati di presentare una richiesta per usufruire di questa possibilità.

“Da allora però -ricorda Gioveni- Palazzo Zanca non ha più comunicato ufficialmente l’avvio di nuovi iter amministrativi volti a risanare le numerose aree inquinate dall’amianto, nonostante sia arcinoto il lungo elenco di norme, decreti e circolari che dal lontano 1992 (con la prima legge sull’amianto, la 257 del 27 marzo) impongono l’eliminazione di questo materiale cancerogeno per l’uomo e rovinoso per l’ambiente.

Né tanto meno è dato sapersi se alle successive richieste alla Regione da parte del Comune volte ad ottenere un nuovo finanziamento per la pubblicazione di un nuovo bando, da Palermo abbiano risposto, nonostante sia palese l’urgenza di dover ottemperare alla rigida normativa sull’argomento e soddisfare le legittime istanze degli interessati.

Stando così le cose -conclude il consigliere UDC- sarebbe auspicabile un intervento diretto del commissario Croce sull’assessorato regionale competente, visto che, facendo le veci del sindaco, egli rappresenta anche la massima autorità sanitaria locale”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.