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Messina si tinge di jazz

Al numero uno di viale della Libertà, in uno scantinato di Palazzo Carrozza a Messina, è nato da pochi mesi lo Scala Maggiore Jazz Club. Incuriosito dalla mia passione per la musica di nicchia, decido ieri sera di addentrarmi in questo locale. Ad accogliermi il titolare, persona conosciuta a Messina, che è sinonimo di competenza e professionalità nel campo musicale ed anche culturale da ormai diversi  anni. Già un ottimo biglietto da visita.

Lo stile e l’atmosfera sono molto semplici, ma al tempo stesso il locale colpisce per le luci soffuse e il sottofondo musicale che contribuiscono a renderlo rilassante e accogliente. Colori minimal come il bianco, il nero ed il rosso, pareti contrastate da luci ed arricchite da piatti decorati. Come poi mi spiegherà il titolare, sono opere di artisti emergenti perché il locale offre la possibilità ai giovani artisti di esporre le proprie opere e farsi conoscere ed è interessato alla promozione di vari eventi culturali, come presentazioni di libri e caffè letterari.

Ebbene sì, succede anche a Messina, la cultura musicale sembra affiorare anche se ancora relegata a poche persone. Lo Scala Maggiore Jazz Club, pur essendo certamente un locale un po’ di nicchia alle cui serate possono accedere esclusivamente i soci in possesso di tessera annuale, si può qualificare come il punto di riferimento di una musica d’élite, dove poter anche consumare aperitivi durante le

serate musicali.

Non bisogna però farsi ingannare dal nome Jazz Club. In questo locale non si ascolta solo jazz, ma è aperto ad accogliere un po’ tutti gli stili musicali. La serata di ieri ha visto l’esibizione di “The Guitar Machine”con il loro Smooth Middle Jazz, che hanno saputo creare un’atmosfera magica con pezzi quali Roxanne dei Police, passando per un ipnotico Libertango di Piazzolla ed arrivando ad eseguire pezzi virtuosi come Mediterranean Sundance di Paco de Lucia, Al di Meola e John McLauglin.

Pezzo quest’ultimo assolutamente completo, con ritmica incalzante, grande espressività e purezza tra una nota e l’altra. Un Billy Pavia che attrae il pubblico anche meno esperto con il suo fingerstyle e la sua chitarra classica, dimostrando senza ombra di dubbio una forte padronanza dello strumento. Non meno Bravo Michele Bonaccorso, capace di dare risalto ad uno strumento come la chitarra Ovation, dal suono molto personale che presuppone capacità non indifferenti del musicista che finiscono per regalare timbriche uniche ed accattivanti.

Da porre in evidenza anche l’ottimo utilizzo della chitarra jazz con la quale Michele Bonaccorso è riuscito a trasmettere alla platea, non numerosa ma di qualità, l’emozione di un suono ovattato, con fraseggi che richiamano l’atmosfera dei jazz club dell’America degli anni ’70.

Sembrava quasi di non essere a Messina. Questo locale è la dimostrazione che anche una città come la nostra può cambiare. Non ci resta dunque che attendere gli altri eventi, tributando al titolare un plauso per la creazione di una così bella realtà.

Antonio Tesoro

Avvocato civilista, esperto di diritto delle nuove tecnologie del web, appassionato ed ex praticante di arti marziali, adora la musica e ogni tanto abbraccia una delle sue numerose chitarre. Su Sicilians cura la rubrica Leggi&cavilli, ma non gli dispiacciono le incursioni in altri settori. Raffinato gourmet, disdegna Masterchef Italia e sogna l'edizione statunitense.