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#Messina. Servizi sociali San Piero Patti, FP Cgil accusa coop e Comune

Foto Paolo Furrer
Foto Paolo Furrer

Servizi sociali ancora nell’occhio del ciclone in provincia di Messina Questa volta a San Piero Patti, dove il responsabile FP Cgil Antonino Di Blasi accusa la cooperativa Servizi Sociali San Filippo di Terme Vigliatore di “violazione del bando comunale e contratti indecenti”.

Lo scorso maggio la coop si era aggiudicata l’appalto grazie a un ricorso con il quale ha superato la società vincitrice, la Ialite Onlus di Maniace, presentando un progetto di assistenza che prevedeva 5 assistenti domiciliari per 3 ore al giorno per 6 giorni la settimana e un’assistente sociale presente 30 ore al mese.

Stando però alla denuncia della FP Cgil di Messina, il servizio di assistenza domiciliare destinato ad anziani, disabili, minori e ai famiglia in condizioni di disagio non solo non registra alcun miglioramento, ma non sarebbe neanche rispettato.

“La cooperativa -spiega Di Blasi-non ha rispettato il progetto migliorativo proposto in fase di gara. Infatti, sono diminuite le

ore di servizio rispetto alla gestione precedente e, di conseguenza, anche il salario delle operatrici. Inoltre, il contratto di lavoro è stato recapitato solo in questi giorni, a 3 mesi dalle assunzioni. Tutto ciò è inaccettabile e si aggiunge anche il fatto che ad oggi le lavoratrici devono ancora incassare il primo stipendio”.

A pagare le conseguenze di questa situazione non solo le dipendenti della coop, ma anche i fruitori del servizio. La FP Cgil ha richiesto più volte un incontro chiarificatore con la cooperativa e con il segretario comunale Limina, ma ancora non è arrivata alcuna convocazione.

A denunciare la vicenda anche Elena Romano, assistente sociale della Ialite Onlus: “Nel momento in cui sono sorti i primi problemi con la nuova cooperativa che si è aggiudicata il servizio -spiega- ho cercato un dialogo sia con i rappresentanti sia con l’Amministrazione Comunale. Ancora oggi non ho ricevuto alcun chiarimento sui motivi del mio allontanamento. Nel tempo sono diventata un punto di riferimento per molti assistiti e il mio licenziamento costituisce un danno principalmente per i casi problematici che avevo iniziato a gestire”.