#Messina. Servizi sociali: la FP Cgil va avanti con l’occupazione, Cisl e Uil smobilitano

Foto Paolo Furrer
Foto Paolo Furrer

L'amministrazione Accorinti annuncia di avere trovato i fondi per garantire i servizi sociali fino alla fine dell'anno.

Ma l'esperienza è tale che la FP Cgil di Messina sceglie la strada della prudenza e va avanti con l'occupazione di Zanca iniziata il 4 novembre scorso. Più fiduciose Cisl FP e Uil FPL, che dopo la protesta di oggi hanno dato il rompete le righe.
“Prudenza -dichiara il segretario generale della FP Cgil Clara Crocè. Siamo scottati dalle promesse non mantenute e per questo motivo il presidio dei lavoratori della FP Cgil continuerà fino a quando il Consiglio Comunale non apporterà le giuste modifiche alla TASI per garantire i servizi sociali.
Chiediamo una proroga tecnica fino al 30 novembre per tutti i servizi, fino a quando l'Aula non approverà la variazione della destinazione delle entrate della TASI a favore dei servizi sociali, che proprio il Civico Consesso aveva cassato”.
La FP Cgil pretende l'aggiudicazione immediata delle gare di appalto per “mettere in sicurezza i lavoratori e gli utenti e ripensare e ridisegnare il sistema dei servizi sociali del Comune di Messina”.
Stando a quanto comunicato dall'amministrazione Accorinti, i fondi necessari per arrivare fino al 31 dicembre garantendo l'assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili, il trasporti di questi ultimi, i Centri di Aggregazione Giovanile e gli asili nido sono stati recuperati grattando qua e là: 350 mila euro dal Fondo di Riserva, 600 mila dall'extra gettito della TASI, 700 mila dalla rimodulazione della TASI e 500 mila da quella dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti.
“Apprezziamo la buona volontà -commentano Calogero Emanuele e Saro Contestabile della Cisl FP e Pippo Calapai e Laura Strano della Uil FPL– ma non possiamo adagiarci sugli allori. Se i 350 mila euro reperiti dal Fondo di Riserva sono immediatamente spendibili, per utilizzare le altre somme sono necessarie le delibere di Giunta e Consiglio Comunale. Ciò significa che l'amministrazione deve agire e in fretta. Ecco perché, pur smobilitando il presidio, manterremo lo stato di agitazione”.

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